LE SPOSE

“Sembra un buon posto per passare la notte. Scarichiamo qui, se trovate qualche stronzo in giro tenetelo sotto tiro. Se qualcuno alza anche solo un dito fategli saltare la testa. Non cerchiamo problemi ragazze, ma non mi fido di questa zona. Sembra troppo tranquilla per essere così vuota…”
– Reka, ricognitrice della Verbena

“Una volta tutto doveva essere più semplice. Quando ero una ragazzina ricordo che passai per una vecchia città del Mondo Andato. C’erano queste botteghe con i vetri rotti, tutte razziate da anni. Però vidi una di queste vetrine ancora intatta, su un manichino c’era questo bel vestito chiaro, leggero, con una gonna corte e le spalle scoperte… era bellissimo. E’ stato allora che ho capito cos’era il Mondo Andato: era un posto in cui le donne andavano in giro con vestiti bellissimi, senza doversi preoccupare di finire stuprate al primo angolo o di morire di fame nel nulla. Doveva essere davvero meraviglioso vero?
Ma non si vive di ricordi ragazzine, si vive di quello che abbiamo o si muore. Quindi Adelaide, togliti quel cazzo di scialle bianco. Sarà bello quanto vuoi e so che ti è costato un occhio, ma ti rende un fottuto bersaglio bambina mia. Te lo metterai quando ti servirà davvero, magari al prossimo villaggio”
 

– Mama Adena, delle Figlie delle Lacrime

“Ma si mister… io so perché l’hai fatto. Ho parlato con i tuoi amici… pensa che è bastato strappare un paio di unghie per farsi dire tutto. Che cuori di leone eh? Quindi so, amico. E’ stata quella ragazzina a provocarti hai detto così no? Lei con i suoi stracci troppo corti e con quel tono con cui ti ha dato del coglione davanti a tutti. E un vero uomo grande e grosso come te di certo non poteva non ristabilire il suo onore davanti a tutto l’accampamento. L’hai quasi ammazzata di botte dopo esserti divertito. Come raccontavi l’altra sera alla bettola di Al? Hai insegnato a quella puttanella il rispetto per gli uomini di rango.
Perché tu sei un uomo di rango vero?
Quella ragazza sono tre giorni che non fa che tremare. Proprio come ora stai tremando tu omone. Cosa c’è? Ti fanno paura queste forbici? Non ti devono preoccupare queste. Ti deve preoccupare di più il saldatore che mia sorella sta attaccando a quella batteria, ti deve preoccupare di più il furgone che abbiamo portato.
Dopo. Solo dopo. Quando avremo iniziato da un bel po’ il gioco… quando ti porteremo al centro dell’accampamento dove tutti potranno vedere un uomo grande grosso e VERO mentre piange e supplica cagandosi sotto, allora e solo allora ti dovrai preoccupare delle mie forbici…”
— Katya delle Spezzacatene

Le Spose sono un piccolo gruppo di nomadi composto esclusivamente da donne e dalla loro eventuale prole. Nate da un gruppo di schiave fuggiasche, scelsero che, in un mondo oramai dominato da uomini violenti e sempre più bestiali, la migliore alternativa fosse organizzare una piccola società femminile nella quale gli uomini non fossero stati ammessi.
Tra le loro fila si trovano vedove, rifugiate, donne che hanno visto e subito gli orrori del Dopomondo, ma anche madri e giovane ragazze che si sono unite al gruppo per fuggire dallo squallore e dai terrori degli accampamenti.
Anche se si tratta di un piccolo gruppo, vengono riconosciute per la loro efficienza e velocità e i loro servizi sono richiesti spesso dagli accampamenti come scorte o per portare rapidamente messaggi lungo le terre selvagge. La loro base è un complesso di camper blindati nella quale vivono soprattutto le spose più anziane prendendosi cura della prole del gruppo.
Data la loro natura nomade ma non dichiaratamente aggressiva vengono apprezzate anche come mercanti nei luoghi che visitano, ma molti uomini che le hanno considerate delle stupide donnette facili da ingannare con un complimento o un bel vestito sono rimasti delusi e doloranti.

NOMI: Le Orgogliose, I coltelli di seta, le Valchirie, le Fighe dentate (dispregiativo)

STORIA
Il primo nucleo delle Spose si formò dalla fuga di sette schiave da un accampamento dei Bambini della Iena; raggiunta con grande fatica la libertà, le tre rimaste e sopravvissute alla fuga si giurarono alleanza e fedeltà per non finire nuovamente nell’orrore di altre bande di uomini. Con il tempo altre donne si unirono a loro, aumentando le dimensioni del loro campo nomadi e la loro forza.
Da allora sempre più persone vedono l’arrivo delle Spose come una benedizione, per le notizie che portano, per i beni che commerciano, per la bellezza selvaggia delle giovani valchirie e perché spesso liberano le prigioniere di altri gruppi. Ma più di un padre nasconde le proprie figlie, per paura che la rabbia adolescenziale le porti ad allontanarsi dalla sicurezza dell’accampamento per seguire queste nomadi dalla vita pericolosa.

IDEALI
“Sono cresciuta come una contadina, come mio padre zappavo la terra malata pregando di tirarci fuori qualcosa di decente. Un giorno arriva questo gruppo di motociclisti, ‘Gli Astroleoni’ o roba del genere… che nome coglione. Tagliano la gola al mio vecchio e cercano di mettermi la catena al collo; ma in quel momento il mio cervello mi ha detto ‘Ehi stronza! Se c’è un buon momento per iniziare a correrei direi che è proprio questo. Quindi perché non la smetti di restare ferma come una bambola rotta e non inizi a usare quelle gambe lunghe che ti ritrovi?’.
E così ho corso e mi sono nascosta fino a quando non si sono stufati di cercarmi. Mi sono trascinata al primo accampamento e poi? Sola, senza niente, senza nient’altro che la pelle che avevo attaccata alle ossa. Ho fatto l’unica cosa che una ragazzina sola, stupida e con solo la sua bellezza può fare. E così sopravvivevo, ma niente di più. Mi facevo sgroppare da questi maiali puzzolenti di benzina e sabbia per un pezzo di pane pieno di larve. Era vita quella? No, era solo sopravvivenza, ero poco più che un animale che ogni giorno si svegliava tra i rottami e si chiedeva perché restava attaccata alla vita come un insetto alla merda.
Poi vennero le Spose. Poi Nonna Maryanne mi diede da bere e mi pulì la faccia. ‘Con noi puoi crepare domani, ma con noi puoi vivere fino a domani. Vivere, non sopravvivere’, così mi disse quella vecchia senza denti.
Ora ho giurato. Non sarà Sposa di uomo, sarò Sposa di me stessa, Sposa della mia moto, Sposa del mio fucile, Sposa delle mie sorelle. Ora vivo davvero, ora faccio qualcosa di buono, ora scopo con chi voglio e al prezzo che io decido se ho voglia di soldi. Ora sono madre, sorella e figlia. Non so se si possa essere felici in questo Dopomondo del cazzo…ma di sicuro a me sta bene così”
– Zaira “la sorridente”

“Vieni qui ragazza, accompagna un po’ questa vecchia al pozzo. Ultimamente ti vedo nervosa, ti guardi spesso attorno. Perché hai paura bambina? Qui sei tra amiche, pensi davvero che qualcuno possa fare del male alla creatura che porti in grembo? Ma certo che lo so. Sono vecchia e so riconoscere i segnali. Il problema è il padre vero? Quel grosso bestione con cui chiacchieravi l’altra sera a Fletown scommetto. Sembrava un inculacapre con la testa piena di radstronzate. E’ questo che ti preoccupa vero? Che le altre possano giudicarti perché hai voluto passare la notte con lui? Sei ancora giovane bambina e sei da poco con le spose. Ma ci penseremo noi. Qui nessuna giudica nessuna, perché ognuna di noi ha fatto cose discutibili, per sopravvivenza o per piacere. A me non interessa chi sia il padre di quel bambino, né chi eri prima di unirti a noi. So chi sei ora ragazza… ora sei una mia nipotina. E questa vecchia stupida ha ancora buona mira e una shocker sempre pronta per difendere i piccoli”
— Nonna Gaia della Verbena

“Ma guarda un po’ che casino hai combinato? Ehi… e chi poteva sapere che avevi così tanto sangue in corpo eh? Nessuno poteva saperlo… tranne la Madre delle Lacrime ovviamente, lei sa tutto sempre. Lei e miss Rosemary qui accanto a me. Come? Non vedi miss Rosemary? Ma è OVVIO Sanguinello mio… sei solo uno stronzo del cazzo che teneva quelle ragazze dentro le gabbie. Ora lei mi sta dicendo di metterti in una di quelle gabbiette piccole piccole e riempirti di benzina…. mi piace la benzina sai Sanguinello?”
— Jenny “Il pettirosso” delle Danzatrici del Cerchio Rotto

Le regole per le Spose sono semplici: sorellanza assoluta per il gruppo e bando per gli uomini tra le loro fila. Questo ovviamente non significa che le Spose non abbiano rapporti con gli uomini semplicemente non li accettano nella loro carovana considerandoli destabilizzanti.
Le gravidanze vengono accettate, soprattutto quelle sane e la prole allevata da tutto il gruppo matriarcale. Anche i bambini maschi vengono tenuti, un problema di cui ancora le Spose non discutono (ma su cui molte pensano) e cosa fare dei bambini maschi quando saranno cresciuti. Al momento il bambino più grande ha undici anni e già qualcuna pensa che dovrebbe essere abbandonato o lasciato indietro.

ORGANIZZAZIONE
Le spose non hanno un’effettiva gerarchia, prendendo le loro decisioni in comunità. Tuttavia la vecchiaia o l’esperienza sulla strada sono parametri che definiscono l’influenza di una determinata sorella. Le più anziane vengono di solito definite Nonne (anche se sono entrate nelle Spose in vecchiaia) e trattate con riguardo, occupandosi molto dell’amministrazione delle risorse e dell’educazione dei bambini. Le donne più rispettate vengono appellate con il termine “Mama”.
Alcuni sciocchi pensano che le Spose siano solo una delle tante bande motorizzate presenti nel Dopomondo, ma questo sarebbe un pessimo errore: le Spose sono un gruppo caleidoscopico formato da differenti tribù, come vengono da loro definite, tutte nel rispetto dei precetti della fazione.
Secondo un calendario preciso e poco conosciuto all’esterno, le varie bande si riuniscono periodicamente presso il loro avamposto principale: il Campo della Verbena; qui vengono rammentate le storie dei Coltelli di Seta ed i precetti più antichi, mentre molti favoleggiano su quanto realmente accade in questi incontri.
Seguono alcune delle tribù più celebri:

– LE CUSTODI DELLA VERBENA
Questa grande tribù ha sede al Campo della Verbena, il primo e principale Avamposto delle Spose. Il Campo è spesso il primo luogo visitato da una giovane Sposa, dove impara a rispettare le tradizioni del gruppo e a comprendere l’importanza stessa che ogni donna porta con se. Le Custodi sono sapienti, riflessive e proteggono conoscenze sull’allevamento e la coltivazione che molti hanno perduto nel Dopomondo. I pochi esterni che hanno visitato il loro Avamposto descrivono campi lussureggianti e fertili che rendono il Campo uno dei pochi paradisi rimasti nel Dopomondo.

– LE SPEZZACATENE
Tribù bellica fortemente militarizzata. Agli ordini della Comandante Limanera si muove questo gruppo di moderne soldatesse che hanno rapidamente insegnato ai vari branchi del Dopomondo cosa significa essere addestrate. Letali nel combattimento, armate di Shocker pesanti e armature, sono diventate celebri come terrore delle bande che schiavizzano i loro prigionieri, sopratutto donne. I racconti su quello che le Spezzacatene sono capaci di fare ad uno schiavista o ad un violento vengono sussurrati con terrore attorno ai fuochi nella notte.

– LE FIGLIE DELLE LACRIME
Piccolo gruppo dalle bizzarre credenze religiose, che contrappongono agli ideali più celebri del Culto di madame Curie o della Chiesa dell’Autocombustione. Le Figlie venerano una non meglio identificata Madre delle Piaghe, personificazione del mondo intero e della forza femminile; la Madre è malata, corrotta e deturpata dalle azioni degli uomini e nei loro canti le sue Figlie piangono la sofferenza delle sue piaghe, ma al tempo stesso agiscono per far tornare la terra a prosperare e la loro Madre a fiorire di nuovo di frutti, come avveniva nel Mondo Andato. Bande che sfruttano eccessivamente la terra o che bruciano terreni senza curarsi del verde rimasto al mondo sono l’obiettivo delle loro vendette brutali celebri per non lasciare alcun superstite..

– LE DANZATRICI DEL CERCHIO ROTTO
Nel Dopomondo non ci sono solo violenze e malattie, c’è anche la follia: la brutalità del mondo, le lotte e la fame spingono sempre più stesso le persone verso l’instabilità mentale. Le Danzatrici sono una bizzarra tribù che raccoglie tutte coloro che hanno la “Vista Rotta”, come loro chiamano le donne malate mentalmente che si uniscono a loro. Violente nel combattimento come furie, ma anche letali assassine nel buio, non lasciano mai alla loro pazzia di prendere il sopravvento sui precetti delle Spose. Tuttavia più di un uomo se l’è fatta nei pantaloni al sentire le loro risa sguaiate nella notte, prima di un attacco o di una liberazione.

RAPPORTI CON GLI ALTRI
Le Spose preferiscono sempre intrattenere rapporti pacifici con gli insediamenti o con gli altri gruppi. Questa però non va vista come una loro mollezza, vista la facilità con cui divengono spietate nei confronti di chi tradisce gli accordi con loro. I rapporti sono invece molto difficili con i gruppi di predoni più violenti o che fanno uso di schiavitù; resta in piedi una vera e propria faida con i Bambini della Iena.

ARCHETIPI: Valchiria della moto, Madre saggia, Amazzone della mitragliatrice, Maschiaccia armata pesantemente.

SIMBOLO: Una luna che sovrasta tre bossoli di armavera, rappresentanti le prime tre Spose

VISTI DA FUORI
“Quelle ragazze sono delle bombe, ma fossi in te starei bene attento a come mi muovo. Hanno il fascino di un animale pericoloso, dì la parola sbagliata e dovrò scrivere una bella ode funebre per te”
— Micheal “Elvis” della Rapsodia dell’Urlo

“Non vedono di buon occhio quelli come me. Me ne sbatto il cazzo delle loro moto e delle facce da dure. Se si avvicinano alla gabbia dei miei schiavi sentirete quei visini urlare come maiali sgozzati”
— Ghadio dei Bambini della Iena

“Sono accecate da un orgoglio vuoto, rendono a sacra la loro stessa esistenza. Cieche sciocche che innalzano falsi miti invece di purificare il loro spirito. Ma uno di questi giorni le aiuteremo noi a comprendere la luce, grazie all’aiuto delle nostre preghiere, della nostra fede e di una tanica di kerosene”
— Sorella Celine, predicatrice della Chiesa dell’Autocombustione Interiore


“Non sei qui per fare la bambola per qualcuno, né per essere schiava. Sei qui per essere te stessa in un mondo totalmente impazzito. Prendi il tuo fucile Sposa, e mostra alle tue sorelle chi sei.”
— Mama Malena