CAPITOLO UNO: FUORI

Caldo. Così tanto caldo.

Non ricordavi un afa simile da molto tempo. Non tira un filo di vento e persino l’ombra degli alberi non ti offre ristoro. E poi, meglio non avvicinarsi troppo alla vegetazione. Ci sono leggende che parlano di uomini addormentati ai loro piedi e risvegliati con le dita fuse insieme. Certo, sembra una storia da Vastità, qualcosa di assurdo. Ma meglio non rischiare, giusto? Chi prende rischi inutili qui fuori è uno stupido, e tu lo sai bene

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… o almeno credi di saperlo. Ora vorresti avere più esperienza, giusto? Beh, non ce l’hai. Hai passato i tuoi primi anni dentro un Avamposto e non ne sei mai uscito. Un buco di fogna, ma era il TUO buco di fogna, e ci stavi bene. Acqua pulita. Una buona zona di caccia. Qualcuno era anche riuscito a mettere su una coltivazione decente ed erano cresciute delle piante commestibili.
Poi… poi.

Non ti eri mai chiesto che rumore facesse un cranio che si frantuma. Ora non riesci più a scordarlo. Ti sei svegliato nella notte, sei uscito dal dormitorio comune e l’hai visto. Enorme, coperto di bubboni, nudo e senza un pelo su tutto il corpo. Aveva in mano il corpo di tuo padre. Non lo amavi particolarmente, quel vecchio RadCane facciadipus, ma non avresti mai voluto facesse quella fine. Crack. La testa spaccata da un morso. Crack, crack. Cervello e osso trangugiati. Il tuo vecchio continuava a mugolare per tutto il tempo mentre il mutante gli mangiava la faccia.

Brutta storia. Una morte che tu non volevi, no se non la volevi, dannazione!
E allora al diavolo tutto. Al diavolo l’Avamposto, la famiglia, i compagni. Tu volevi solo sopravvivere. Hai afferrato uno zaino, ci hai buttato dentro una bottiglia d’acqua, un po di carne secca e il tuo shocker con due caricatori, e sei scappato. Le urla dei tuoi fratelli che venivano sbranati ti accompagnano ancora oggi, ma ehi, tu sei vivo giusto? Peccato per loro.
Già, peccato per loro. Ma almeno la loro morte è stata rapida. La tua sarà così indolore? L’acqua è finita il primo giorno, la carne il secondo. E ora? Non hai trovato un altro Avamposto, ne’ uno straccio di persona a cui chiedere aiuto. Come se ci fosse da fidarsi. Se c’è qualcuno qui fuori, cerca solo una cosa, credimi… TE. Hai una carne soffice, uno shocker decente e zero esperienza di combattimento. Non ti vedo troppo il favorito, amico mio…

Sono passati già tre giorni, ragazzo. Lo stomaco vuoto e il caldo incessante sono una pessima combinazione. Faresti qualunque cosa per un sorso d’acqua, anche contaminata… cosa può essere peggio di questo, mh? Poi lo vedi. Distante. Saranno 150 metri, 200 al massimo. Un uomo, fisico imponente e abiti logori. Polvere sugli stivali, polvere sui pantaloni… dannazione, sembra tutto impolverato. Chissà da quanto è qua fuori. Ha uno Shocker, e sembra parecchio meglio del tuo. E uno zaino. Ci sarà del cibo dentro? Sei sicuro di si. E acqua. E munizioni magari. E cosa migliore di tutti, il RadCane DORME.
Chi può essere così stupido da addormentarsi in mezzo alla strada? Questo è un invito a farsi ammazzare, è ovvio… o sarà una trappola? Magari è sveglio e pronto, e attende solo uno sprovveduto come te per farsi un bel paio di pantaloni nuovi.

Certo, c’è anche la possibilità che se lo avvicini amichevolmente, avvisandolo che non hai cattive intenzioni, lui ti ringrazi con un po di cibo e ti presenti ai suoi amici… ma intendiamoci, chi lo farebbe? Tu lo faresti? Forse si, forse no… ha senso essere gentili nelle Vastità?

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