CAPITOLO CINQUE: RAVE

– Molto bene, è deciso. – Dal tono di voce, sei abbastanza convinto che Dommie aderisca più per paura di far arrabbiare Galvax che per vera convinzione – aspettiamo il Rave e ci uniamo a loro. Che il Guaritore ce la mandi buona.

Vi mettete sulla strada ad aspettare, ma l’attesa si rivela decisamente breve. Li sentite da chilometri di distanza. Dapprima un sussurro, poi un rumore squassante che fa tremare il terreno e vi travolge con sensazioni uniche: i tamburi, gli ottoni, le vibranti note delle chitarre. La Rapsodia sta arrivando.
La banda è piccola di numero, ma i veicoli sono ricolmi tanto di persone quanto di amplificatori: mezza dozzina di furgoni e camion riarrangiati per essere contemporaneamente casa, trasporto e palcoscenico. Strumenti che non hai mai visto prima ti abbagliano con le loro cromature e cerchi di fiamme spargono calore misto a odori strani e inebrianti. I colorati Musicanti vi salutano strimpellando più forte, mentre i loro veicoli adornati del marchio della Chitarra nel Cerchio di Fuoco rallentano avvicinandosi.

Sul palco più alto e grande si esibisce una donna bella in maniera disarmante: un abito minimo che lascia ben poco alla fantasia, capelli lunghi e sciolti che vorticano nel vento dei motori, una chitarra in mano che suona con maestria da far rabbrividire. Smette di suonare e ti fissa. D’accordo, sei convinto che in realtà stia fissando Galvax, ma non ti farai impressionare.
Salutate la ragazza e gli dite la vostra destinazione. Lei sorride e per tutta risposta accarezza le corde, producendo una nota di trionfo.

rad5– Certo che andate a Rad City, ragazzi. TUTTI vanno a Rad City! Sarà un piacere per noi darvi uno strappo: un medico serve sempre, e il tizio grosso sembra piuttosto utile! Per quanto riguarda te… beh, spero tu sappia impugnare uno shocker, bello! Forza, salite a bordo: il Vagone della Velocità di Bikini Kill non aspetta nessuno!

Vi arrampicate sulle corte scale di metallo che portano al primo piano del furgone comando, dove i Musicanti vi accolgono con pacche sulle spalle e passandovi bottiglie e sigarette. Sono tutti entusiasti di farti vedere i loro strumenti riarrangiati, di parlare della loro musica e di farvi ascoltare le loro ultime composizioni. Colpito da una tale accoglienza, bevi e fumi senza moderazione: in pochi minuti, la musica e le sostanze psicotrope hanno il meglio sul tuo corpo abituato a fame e stenti. Inizi a ridere e cantare, mentre perfetti sconosciuti ti abbracciano e sghignazzano. Una piccola, minuscola parte del tuo cervello continua a urlare di non fidarti , ma è sovrastata dalla frenesia del momento.
Di colpo, tutto si fa più confuso, la testa ti gira, senti di dover dare di stomaco e il mondo, improvvisamente, diventa scuro…

– Svegliati. Svegliati, stupido! Questa la devi vedere.

Sapore di acido in bocca. Occhi pesanti. Un emicrania come non ne hai mai provate.
La luce del sole ti colpisce come una coltellata mentre la persona che sei vagamente consapevole essere Galvax ti scuote come un pupazzo.
Riprendi più o meno conoscenza: sei completamente nudo. La cosa bella è che, perlomeno, non sei il solo. Sembra che improvvisamente indossare vestiti sia diventato illegale, nelle Vastità. Galvax è l’unico che ancora indossa la sua armatura completa, e per quanto ne sai non ha toccato una goccia d’alcol ne fumato nulla.

– Stupido idiota – ti apostrofa – Spero tu ti sia divertito. Il tuo shocker e i tuoi averi stanno sicuramente in tasca a qualcuno di più sveglio, adesso.
Provi a rispondere, ma ogni parola si trasforma in un conato trattenuto a malapena.

– Perfetto. Sei davvero il migliore. Sbrigati a trovare un paio di pantaloni… non siamo più nella terra di nessuno.

Ha ragione. Ora che riesci a tenere gli occhi perlomeno socchiusi, ti rendi conto che il panorama è cambiato parecchio: il terreno si è fatto più umido, tanto che i carri-palcoscenico avanzano a fatica nel fango.
Tutt’intorno, fumi e tende riempiono l’orizzonte. Vedi uomini e donne aggirarsi nel tiepido sole della mattina, avvolti in strani abiti di pelliccia e sete floreali. Hanno… qualcosa di strano… ma non capisci cosa.
Solo quando uno di loro passa davvero vicino al vostro veicolo e riesci a vederlo in faccia, capisci.
Le escoriazioni e le piaghe sul suo volto incappucciato non lasciano dubbi: Mutanti! Come quelli che hanno distrutto il tuo Avamposto e ucciso tuo padre! La sbornia ti passa di colpo mentre ti giri e strilli a Galvax quello che hai visto, solo per ricevere un’alzata di spalle e uno sguardo di sufficienza. Se non altro, il tuo amico ti passa un paio di pantaloni usati. Non sono i tuoi e non vuoi sapere a chi li ha presi, ma calzano bene quanto basta.

– Ma si può sapere dove dannazione hai vissuto finora? Certo che sono mutanti, idiota. Stiamo attraversando un accampamento dei Santificati. Non hai mai sentito parlare del Culto di Santa Curie?

Lo fissi a bocca aperta. Si, Dommie te lo aveva accennato (a proposito: dove si era nascosto quel tappo opportunista?) ma non avevi approfondito per non fare, di nuovo, la figura dell’inetto. Il tuo grosso compagno scuote la testa e decide di aiutarti a capire.

– Sono la religione dominante, ora. Venerano le radiazioni come un dono del cielo, e questa dannata Marie Curie come la loro profetessa. Pazzi, completamente, te lo dico io. Ma hanno un vasto seguito, soprattutto fra i mutanti e i disperati. Immagino che per loro sia una gioia incredibile, sentirsi parte di qualcosa di sacro.

Formuli un commento più o meno comprensibile sul fatto che il guerriero sembri detestare questa religione.

– Non li odio, ma non fanno per me. Avrei preferito attraversare il territorio dell’Autocombustione, sono parecchio più nelle mie corde. Ma devo dire che questi qui fanno poche storie, stiamo viaggiando da un giorno e mezzo senza fastidi… come dici? Ah si, hai dormito per un giorno intero. Di nuovo, complimenti.

Un giorno intero a dormire. Che diavolo hai bevuto, esattamente? E dov’è Dommie? E a questo punto… quanto manca a questa famosa Rad City?
Mentre ti interroghi su queste domande, la carovana rallenta. Ti sporgi a vedere e noti che la strada, davanti a voi, è bloccata. Da una folla armata. Molto molto male.
In mezzo alla marea di uomini e mutanti si erge una donna: indossa un lungo kimono decorato con gru bianche e nere, su cui spicca il fiore di Santa Curie. Porta un colbacco di pelliccia sul capo, un tempo bianco, ora lurido di sporcizia. Le sue mani e il suo volto, uniche parti visibili, mostrano escoriazioni e piaghe suppuranti e le sue labbra sono verdi accese, non capisci se per un rossetto colorato o una mutazione singolare.

Quando parla, ha la voce di un ramo che si spezza.

– Musicanti. Io, Katya Shutendoji, rinata nell’abbraccio Gamma della Santa, vi saluto! Vi abbiamo concesso di attraversare il nostro territorio e voi non avete causato problemi. Me ne compiaccio! Tuttavia, ho riflettuto che sarebbe ingiusto farvi passare senza offrirvi una possibilità di sentire il tocco della nostra Santa. Voi siete uomini e donne di arte, ma come può esserci arte senza il divino? Qualcuno di voi si offrirà all’estasi del Bacio Gamma, imparando le vie di Curie?

É Bikini a rispondere: indossa solo una canottiera e un paio di shorts, e i capelli e il trucco sfatto mostrano che anche lei si è parecchio divertita le notti scorse. La sua voce è spensierata ma ferma, mentre si rivolge alla Santificata con quello che è palesemente un discorso già ripetuto molte volte.

– O tu che parli in nome della Santa che protegge e benedice le Vastità, io ti ringrazio per il passaggio sicuro che garantisci a questa carovana di umili Musicanti! Noi rispettiamo il tuo Culto, e parecchi già ricordano la magnifica Curie nei propri canti. Se qualcuno dei miei vuole essere benedetto da te, che sia! La vita è troppo breve e dolorosa per non potersi scegliere la religione!

Una risata scuote i furgoni, ma non di scherno: in effetti, parecchi Musicanti scendono dai carri per formare una fila di fronte a lady Shutendoji, buttandosi in ginocchio e continuando a ripetere una nenia al tempo stesso piacevole e inquietante: “Lei ci vuole radioattivi”. La donna si avvicina a ognuno di loro, sussurra qualcosa e li bacia sulla fronte con le sue labbra color smeraldo. Gli uomini la ringraziano e tornano sui carri, alcuni piangendo, altri ridendo, tutti cantando.
Una parte di te è combattuta sull’unirsi o meno alla comunione. Certo, sono schifosi mutanti, ma c’è una sorta di spiritualità e amore in tutto questo. Se persino i membri della Rapsodia possono accettare queste benedizioni, allora… allora forse…

– ERETICI! SCHIFOSI MUTANTI! PREPARATEVI AL GIUDIZIO!

Il grido amplificato dai diffusori invade l’aria carica di incenso come un tuono: d’improvviso la pacifica processione viene attaccata da decine di fanatici vestiti di rosso, che brandiscono shocker e torce. Tantissime torce. Alcuni si avvicinano i tizzoni alla bocca e sputano fiamme, con cui ardono vivi i disperati presenti. I loro abiti sono imbrattati dal rosso simbolo di una fiamma, e sono guidati da un enorme prete con un amplificatore alla bocca e una motosega in mano. Continua a urlare mentre uccide.

– Il Culto non raggiungerà mai Rad City! La pagherete qui, ora, per aver avvelenato le nostre scorte d’acqua!

Madama Shutendoji risponde con una risata alla sfida del rivale, estraendo da sotto le lunghe vesti un mazzafrusto dalle molte punte.

– Non capite, idioti! Non vi abbiamo avvelenati, ma benedetti! Ora nelle vostre vene scorre il sacro Gamma! Se non sapete accettare la gioia della mutazione… potete morire!

I due iniziano uno scontro letale mentre intorno gli Executor del Culto rispondono al fuoco. Scoppia il panico: finora hai preso parte a moltissimi assalti e razzie, ma questa è… una lotta di ideali.

– Musicanti! Questa non è la nostra battaglia! Difendete il convoglio!

All’ordine del Vate, tutti i membri della Rapsodia poggiano strumenti e bottiglie per armarsi. Al momento però nessuno sembra interessato ad attaccarvi, troppo spinti a combattersi fra loro.
La cosa peggiore è che non riesci a capire chi ha ragione: se quel che l’incappucciato dice è vero, il Culto di Santa Curie ha avvelenato decine di persone… ma al tempo stesso, li vedi mentre proteggono i bambini e i mutanti dalla furia delle fiamme. L’Autocombustione si batte per la purezza, ma il loro zelo ti sembra insensato e terribile.

Galvax non ha i tuoi dilemmi morali: ridendo di gioia, balza dal carro e corre verso gli Ardenti, facendo gesti che evidentemente loro riconoscono, visto che lo accolgono senza problemi. E addio a quello che pensavi essere il tuo unico amico.
Mentre ancora ti chiedi se sia o meno il caso di seguirlo, qualcuno ti tocca una spalla. I tuoi riflessi fanno si che ti giri di scatto pronto a uccidere, ma c’è solo Dommie. Il Sottodottore è tornato… e per la prima volta, il suo ghigno è sostituito da una maschera di terrore. Trema e suda freddo.

– Ti prego… ti prego… nascondimi! Non possono prendermi! Quello che fanno… quello che fanno a quelli come me…

Sposta lievemente una delle fasce che porta sul braccio. Sotto, vedi una escrescenza schifosa che butta pus.

– É così poco, lo so… ma potrebbe bastare a condannarmi! Non voglio bruciare! Ti prego, non farmi bruciare! Scappiamo! Vinceranno, e poi sarà il nostro turno! Rad City è vicina ormai… ci andremo insieme!

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