CAPITOLO SEI: RABBIA E COMPASSIONE

Lo scontro infuria attorno a te mentre ognuna delle due parti intona salmi di sangue che si mescolano facilmente alle urla dei morenti e al rombo dei motori.
Fissi gli occhi sul volto terrorizzato di Dommie, focalizzandoti su una goccia di sudore freddo che cola accanto al suo occhio. Sarebbe così facile sopraffare il gracile Sottodottore e richiamare l’attenzione dei Bruciati dell’Autocombustione. Per un mutante sicuramente ti darebbero protezione, una ricompensa e forse anche un po’ di rispetto; la tentazione è decisamente forte: vendere questo piccolo opportunista ed unirti a Galvax ammazzando il maggior numero di schifosi mutanti, pari a quelli che hanno distrutto la tua casa.

No.

Ti hanno chiuso nel Pacco Regalo, ti hanno fatto diventare un assassino ed un combattente… ma non sei come loro, sei migliore di quelle bestie che ti tenevano in gabbia.
“Dentro il cerchio della Rapsodia coglione!” urli spingendo Dommie verso la protezione che i Musicanti hanno innalzato in un angolo; godendo per un attimo della sensazione di comando sul tuo viscido amico. Corri a perdifiato verso il Vagone della Velocità e sei quasi giunto quando qualcosa di piccolo e veloce impatta sul tuo braccio; una scarica di dolore si diffonde sulle tue ossa mentre ti getti tra un paio di camion per non essere un bersaglio per altri proiettili di shocker. Speri di non avere il braccio rotto mentre ti segni mentalmente di farti visitare da Dommie quando la battaglia sarà terminata.

Qualcuno sta suonando! Qualche schizzato della Rapsodia sta intonando una sorta di marcia da battaglia mentre alle grida si aggiunge il rombo dei motori: sono arrivati anche alcuni mezzi della Chiesa dell’Autocombustione e questo allarga ancora di più il tuo terrore: con tutta quella benzina in giro quanto ci vorrà perché uno degli sputafuoco della Chiesa faccia saltare in aria qualcosa?
Bikini “Courtney” arriva rapidamente infilando una giacca imbottita con il simbolo di due Armivere avvolte da una coppia di rose rosse. “Allora ragazzi, testa bassa ma armi pronte. Se uno di questi stronzi si avvicina troppo ai nostri carri iniziamo a suonare la carica e gli facciamo vedere che cazzo significa combattere! Sapete come la penso gente… so che alcuni di voi pregano Santa Curie e non ho niente da ridire su questo. Se qualcuno vuole unirsi allo scontro è libero di farlo, ma senza le nostre insegne… la Rapsodia è neutrale”
Rimani stupito dalla fermezza della ragazza, per un attimo ti chiedi se sia stata lei la tua compagna nella notte piscotropa che hai appena passato. Ma poi la tua attenzione viene attirata da un paio di musicisti che imbracciano gli shocker e si avviano allo scontro; osservi con che cura e delicatezza vengono spogliati di giacche o maglie dagli strani simboli o spille, reliquie di quella musica del passato che è per loro droga e missione. Noti come tutti i loro compagni li tocchino sulla spalla come augurio di buona battaglia; osservi una ragazza dai capelli corti piangere mentre lascia un bacio sulle labbra di uno dei combattenti.
E un attimo dopo non ci sono più. I due, che riconosci come i primi ad aver ricevuto il Bacio nello strano e spirituale rito di poco fa, si gettano shocker in mano nello scontro per aiutare i compagni della loro fede. La musica continua a suonare mentre li vedi entrare in uno scontro tra le fiamme dei Bruciati, gli shocker dei Santificati e la polvere dei mezzi blindati in corsa attorno alla piazza.

Mezz’ora incredibilmente lunga. Mezz’ora di urla e rombi assordanti. Mezz’ora a fare da spettatore a quel pogrom di morte e fuoco nel nome della fede.

Non sapresti dire quale delle due parti abbia vinto lo scontro. Vedi la Chiesa dell’Autocombustione ritirarsi mentre il Culto di Santa Curie inizia a raccogliere i propri morti e feriti. In tanti sono rimasti sul terreno della battaglia; anche i due ragazzi della Rapsodia ed il clima è pesante nel Vagone della Velocità. Hai visto Galvax spaccare a metà la testa di uno dei Musicanti e speri che gli altri non l’abbiano notato o potrebbero ricordarsi che era tuo amico. L’ultima immagine che hai del gigante è lui che si allontana assieme ai Bruciati facendoti un cenno con la mano e urlandoti che ti aspetterà a Rad City.

E addio a quello che forse era l’unico buon amico che avevi trovato.

Resti lì ad osservare il terreno dello scontro, in attesa che la Rapsodia voglia ripartire, quando qualcosa esplode nel tuo fianco destro. Qualcuno ti ha colpito con un pugno d’acciaio da dietro.
Ti volti per trovarti gli occhi di Bikini iniettati di sangue mentre continua a colpirti urlando. Il tuo cervello per qualche motivo si chiede come faccia una ragazza così piccola a dare cazzotti del genere, poi noti il tirapugni in ferro che tiene nella destra.
“DOV’E’?? DOVE CAZZO E’?? Hai vagamente idea di quanto vale quella roba??”
Vorresti provare a rispondere, vorresti provare a capire, ma altri arrivano a dare manforte alla ragazza. Ti colpiscono urlando. Pugni, calci, bastoni… e tu vorresti solo capire di cosa ti accusano. La tua testa decide che è questo il momento di farti ricordare qualcosa della tua notte di divertimento: si, sei certo di aver scopato con questa bellezza. Grande soddisfazione eh! Stai per essere ammazzato di botte da una con cui ti stavi divertendo solo poche ore fa. Ti verrebbe da ridere se non avessi paura di farti spaccare i denti.
Finisci a terra, e adesso le urla isteriche iniziano a lasciar trapelare qualcosa. Qualcosa che ti farebbe accendere di rabbia se non fossi così pieno di dolore.

Dommie. Maledetto fottutissimo Dommie, radcane del cazzo. Ha approfittato dello scontro per filarsela con una delle moto dei Musicanti; con il macello della battaglia ed il rumore dei motori nessuno se n’è accorto. Ma il problema per la Rapsodia non è la moto, è il fatto che nella sacca c’era uno zaino con una decina di vecchie cassette. Un vero tesoro per loro. E indovina chi è l’”amico” che è rimasto indietro?
L’ultima cosa che ricordi è qualcuno che ti lancia una bottiglia, l’impatto sulla tempia. Poi il buio.

Vieni risvegliato dalla sensazione di qualcosa di caldo che ti scende in gola. Per un attimo torni all’orrore di quando la Famiglia ti ha raccolto; ma poi ti rendi conto che il sapore è piacevole come la sensazione che si diffonde sul tuo corpo. Apri gli occhi e ti accorgi di essere sul campo dello scontro, una figura avvolta in uno strano vestito bianco ti sta imboccando di zuppa calda. Osservi il tuo corpo e noti le fasciature nei punti in cui la Rapsodia ti ha riempito di botte, ogni livido ne richiama il dolore e il ricordo.
Eppure qualcuno ti ha curato e nutrito. Possibile che esista ancora della gentilezza nel Dopomondo? Sposti lo sguardo verso la tua salvatrice mormorando un ringraziamento quando la saliva ti si gela nella gola. La donna che ti sta curando, avvolta in vesti bianche dai complessi ricami, ha il volto deturpato e suppurante pus biancastro. Una mutante. Una di Santa Curie ti ha raccolto, probabilmente scambiandoti per uno dei feriti dello scontro.
“Non devi ringraziarmi figlio. Non posso lasciare un fedele nella terra a morire come un cane. Questo mondo donatoci dall’Avvento Gamma serve per evolverci e mostrarci degni della Signora del Bario, non per ridurci ad animali sacrileghi. Ho curato le tue ferite e ti ho dato da mangiare e da bere… oh.. non preoccuparti. Acqua buona, non come quella che abbiamo donato ai mostri inferiori dell’Autocombustione, nella speranza che comprendessero tale dono..”
Ripensi alle accuse del predicatore sull’avvelenamento delle acque, e improvvisamente questa altruistica donna prende una prospettiva totalmente differente. Hai bevuto la sua acqua e mangiato il suo cibo, probabilmente era roba contaminata.
“Dove andavi figlio? Anche tu a Rad City? Tutti verso la città della speranza eh?”
Mormori qualcosa mentre noti un pezzo di carta che la donna ti offre. E’ una specie di invito, l’immagine presente mostra un soldato con il volto coperto da una maschera antigas che allatta un bambino stringendo un’armavera. C’è qualcosa di disturbante in quell’immagine, in quegli inviti e nelle promesse che raccontano. Ma di quello che è rappresentato hai già sentito parlare. Molto, molto tempo fa ti raccontarono le imprese dei soldati addestrati e armati con le meraviglie del Mondo Andato e non soltanto con i semplici shocker, che ne sono pallida imitazione.
RAD6-copia-2
I Trauma Korps.


Credevi fossero soltanto uno dei tanti innumerevoli miti che viaggiano tra Avamposto e Avamposto; leggende che parlano di epiche battaglie svolte da questi misteriosi combattenti che scompaiono rapidamente lasciandosi dietro solo l’eco delle loro imprese.
Allora davvero i Trauma sono a Rad City, è questo il motivo per cui tutti vogliono andare in quella città?
Cosa cazzo c’è di speciale in questa Rad City? Continui a chiedertelo, ma già sai che quella continuerà ad essere la tua meta.


Dopo un paio d’ore di riposo sei pronto a rialzarti. Le cure della donna hanno avuto davvero effetto, tuttavia non vedi l’ora di mettere più miglia possibili tra te e questo covo di mutanti.
“Vai pure figlio. Insegui i tuoi sogni. Non ho molto da offrirti, ma prendi almeno un po’ di cibo o morirai di fame. Non sono zone buone per cacciare o raccogliere cibo quelle che ti aspettano, soprattutto a piedi”
Accetti il cibo e l’acqua che la donna ti offre, certo di gettarli appena fuori dalla sua vista. Recuperi un pezzo di tubo, ben misera arma con cui girare e ti incammini lasciando dietro di te l’Avamposto dei Santificati.

Sei di nuovo solo, proprio come quando tutto è cominciato. Ti chiedi dove sia Galvax e anche quello stronzo di Dommie; ripensi alle labbra di Bikini “Courtney”, al ferro del suo pugno, ai Musicanti che vanno in battaglia, agli anatemi degli sputafuoco dell’Autocombustione ed anche al sorriso deturpato della tua salvatrice. E ripensi al Pacco Regalo e alla Famiglia. Sei ancora vivo, e questo è già molto.
Ti addentri all’interno di un bosco, speranzoso di trovare un po’ di cibo. Ma le piante che noti sono distorte e dalle foglie malate, non sembra roba buona. Ripeti a te stesso che avanzando troverai dell’altro cibo, che sai esattamente dove andare e che non ti stai perdendo all’interno del bosco. Ma la verità è che lo stomaco ti brontola sempre di più e le provviste contaminate che hai con te iniziano a sembrare appetibili e gustose. Certo, c’è il rischio di prendersi qualcosa di davvero brutto… ma l’alternativa è morire di fame.

Continui su questo dubbio quando finalmente gli alberi distorti lasciano spazio ad una radura ampia, e qui c’è una nuova sorpresa ad attenderti. Nel mezzo della radura c’è una moto ribaltata all’interno di un fosso; a poca distanza il corpo di una persona distesa. Per un attimo speri possa essere Dommie, ma sei costretto a rimanere deluso: la persona distesa, avvolta da alcune imbottiture, è più piccola di Dommie. Probabilmente un viaggiatore che ha preso la buca sbagliata finendo a terra, forse è già morto.
Però quella moto sembra avere un carico pesante. Vedi una latta a terra… probabilmente delle provviste.
E se fosse una trappola? La testa non può che tornarti all’inizio delle tue disavventure. Ora sei una persona diversa da quel ragazzo, hai già ucciso più volte e sei di certo più grosso del guidatore della moto… sempre che sia ancora vivo. Prenderti quelle provviste con la forza, magari la moto può ancora muoversi. E’ un’idea niente male.
E’ anche vero che hai appena avuto dimostrazione di quanto si possa ottenere senza ricorrere alla violenza. Forse dimostrarsi amichevoli potrebbe farti guadagnare sia le provviste che un alleato.

Sei davanti ad un nuovo dilemma.

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