CAPITOLO SETTE: IENE

Prudenza e circospezione, ti dici. Non sei un barbaro senza cervello che uccide prima di parlare, ma nemmeno ti farai fregare così facilmente come l’ultima volta: darai al viandante una possibilità di affrontare la cosa in maniera pacifica, e se decide di cercare rogne, beh… ha trovato il bastardo sbagliato.
Stringi forte il tuo tubo di ferro e inizi ad avvicinarti piano piano al corpo sdraiato a terra. Da vicino, riesci a distinguerne le vesti: un lungo drappo verde acqua gli fa da tunica, mentre la testa è completamente rasata a zero, e il suo volto sta… sorridendo? Lo sapevi! É sveglio! Gli gridi di tirarsi in piedi, e per tutta risposta lui inizia a ridere. Una risata di cuore, nulla di simile agli orribili latrati della Famiglia.

– Tranquillo, amico mio! Mi alzo, mi alzo… ti stavo tenendo d’occhio da un po’, cosa credi? Ora… che ne diresti di abbassare quel tubo?

RAD7L’individuo, sempre col sorriso in faccia, si tira in piedi mostrando lo Shocker che teneva in mano, coperto da un drappo di stoffa: un Mantis, nientemeno. Una raffica in pieno viso e ora saresti a terra urlando. Ma non sembra avere cattive intenzioni… addirittura, ripone l’arma mentre si avvicina, continuando a guardarti dritto negli occhi.

– Lo sapevo. Non sei una persona malvagia. Mi fa piacere, amico… sarebbe stato spiacevole doverti sparare, non trovi? Ecco, avrai fame. Mangia con me. Condividiamo un po di calore umano in questo mondo orribile, mh?

No. Non ti fidi. É… troppo. Troppa gentilezza. Troppa generosità, Quell’uomo sta cercando di fregarti, fregarti alla grande. Stringi ancora piu forte la tua arma improvvisata, preparandoti a usarla al minimo segno di pericolo.
Come se avesse appena letto la tua mente, il piccolo uomo pelato cambia espressione, accigliandosi.

– D’accordo… non ti fidi. Mi sembra giusto, d’altra parte chi lo farebbe? Facciamo così: mi presento. Mi chiamo Saul, va bene? Sono un Adepto dell’Iride. Secondo Cerchio. Ci conosci? No, certo che no, tu al massimo avrai parlato con qualche svitato del Culto della Santa, o con un Divorato della Rapsodia. A noi nessuno fa mai caso… insomma, per dirla breve: io non sono un sostenitore della violenza. Credo che a questo mondo si sopravviva meglio insieme. E guardandoti negli occhi, mi sono convinto che anche tu la pensi allo stesso modo. Ti sei già fidato altre volte per rimanere poi scottato, eh?

Non puoi evitare alla tua testa di annuire.

– Lo immaginavo. Va bene, è corretto. “La fiducia separa l’uomo dalla bestia, ma il sospetto separa il vivo dal morto”. Una frase del mio maestro. Ora… per dimostrarti che non sono una persona cattiva… prendi!

La sua mano corre allo Shocker riposto nella cintola. Subito alzi il tubo in segno di minaccia preparandoti a uno scontro, ma Saul lo prende, molto delicatamente… e te lo porge.

– Non andrai molto lontano con quel tubo arrugginito, amico. Dai, prendilo. Ne ho altri nella moto. É comunque un viaggio che non potrei affrontare da solo, quindi… scegli tu. O accetti il mio cibo e le mie armi e procediamo insieme, o provi a prenderlo dal mio cadavere… ma se avessi voluto aggredirmi, lo avresti già fatto.

Prendi la tua decisione.
Due lattine di carne sotto sale dopo, Saul ha finito di raccontarti la sua storia. Viene da Mandala, che descrive come la città più bella del mondo, piena di colori e cibi profumati. É partito alla volta di Rad City per cercare qualcosa che chiama “Illuminazione”, e che non riesci bene a capire. Pare abbia a che fare con una sorta di percorso spirituale interiore o roba simile. Non ne hai idea, ma in questo momento sei solo troppo felice per il cibo e la tua nuova arma per preoccuparti di qualcosa.
Rimettete la moto in piedi, dopo averla riparata: roba da ridere. Una gomma bucata e il manubrio piegato, quando stavi con la Famiglia hai visto danni ben peggiori. Visto che ormai si è fatta sera, decidete di passare la notte fra gli alberi prima di ripartire, ed è allora che lo vedi. Quando il tuo giovane amico si toglie le vesti, sulla sua schiena noti qualcosa di strano. All’inizio credi sia un tatuaggio, una sorta di essere serpentiforme rosso… poi guardi meglio. Non è un tatuaggio. É pelle. O meglio… mancanza di pelle. La schiena del tuo nuovo amico è quasi del tutto scorticata.
Ti lasci sfuggire un grido di angoscia, chiedendo a Saul chi potesse avergli fatto una cosa simile. La risposta dell’Adepto ti lascia attonito.

– Oh, questo? L’ho fatto io. Fra i fratelli lo chiamiamo il Drago del Pianto. Ogni giorno, con un coltello rovente, mi rimuovo un pezzo di pelle. L’idea è farlo sembrare un drago, ma essendo sulla schiena è difficile essere precisi. Bisogna farsi guidare dal proprio spirito… comprendi? Credo che non stia venendo nemmeno troppo brutto.

Lo guardi con occhi strabuzzati, chiedendogli se non gli faccia… male.

– Certo. Costantemente. Si infetta subito e a volte non riesco nemmeno a muovermi per il dolore. Cosa pensavi che stessi facendo a terra, quando mi hai trovato? Ma sai come si dice: senza dolore non ci può essere rivelazione, giusto?

Non sai bene cosa rispondere. Quello che sembrava essere la prima persona a posto di questo mondo si è appena rivelata un folle autolesionista. Certo, sembra rivolgere la propria violenza solo su se stesso, ma cosa potrebbe farti se ti trovasse… mancante?
Tormentato da questo pensiero, passi una notte di inferno con lo shocker ben stretto in pugno. Quando finalmente riesci a dormire un po’, è ormai l’alba e il tuo compagno è già in piedi. Nel tuo dormiveglia, senti chiaramente la lama del coltello lavorare sulla sua pelle: il Drago del Pianto si sta espandendo.
Dopo una colazione veloce, decidete di ripartire. La moto porta tranquillamente due persone e Saul è un pilota provetto: coprite un buon tratto di strada, senza alcun problema o vedere nessuno, fino a che, passata una curva, vi trovate di fronte a uno spettacolo orribile.
Cadaveri. Decine. Tutti pieni di ferite, tutti recanti un simbolo sul loro corpo martoriato. Ognuno di loro è stato legato con filo spinato a un diverso palo di ferro, a segnare la strada dinnanzi a voi come una macabra luminaria. Il tuo compagno si lascia sfuggire un’imprecazione, ma la tua angoscia si muta quasi in panico quando riconosci uno dei corpi: sotto le ferite e lo sporco, il corpo di Dommie ti fissa con orbite vuote e senza vita. Dalla sua bocca aperta, penzolano i nastri delle cassette rubate: chiunque lo abbia ucciso, non riconosceva il valore di quelle reliquie, o lo ignorava deliberatamente.
Povero Dommie. Era un vigliacco e un opportunista, ma faceva solo quello che poteva… per sopravvivere. Come te. E ora, chi poteva averlo ridotto così?

– Merda – Saul impreca – Siamo entrati nel loro Dominio. Non mi sono… non mi sono accorto. Pensavo di averli seminati, invece erano sempre stati davanti a me.

Gli chiedi di chi parli, mentre inizi ad armare lo Shocker presagendo il peggio.

– I signori degli Schiavi. Lo Yang di questo mondo. Le bestie delle Vastità… i Bambini Iena!

Quasi a voler rispondere a questa orrida descrizione, motori rombanti prendono vita dagli alberi intorno a voi; cinque motociclisti, vestiti interamente di nero e con caschi integrali sul volto, emergono dalla sicurezza del bosco: portano tutti sui vestiti lo stesso simbolo che vedete impresso sui cadaveri appesi, e impugnano catene e mazze chiodate. Quello che credi essere il loro capo, che indossa una sorta di armatura sulla tuta da moto e un pennacchio sul casco, estrae un microfono da sotto la sella.

– Ci rivediamo, monaco. Hai molto di cui rispondere. Ragazzo! Si, dico a te. Non ho idea di chi tu sia, ma non ho motivo per farti del male. Stai viaggiando con un uomo che ha arrecato danno alla Pace della Iena, causandoci grande dolore e grosse perdite. Scendi da quella moto, consegnaci il nostro nemico, e ti risparmieremo la vita. Così giura Dieter Bluntz, Starosta della Iena.

– Tieniti forte!

Saul sgomma e la motocicletta si lancia in avanti, verso una delle motociclette. Per tutta risposta, il Bambino Iena accelera lanciandosi contro di voi brandendo la sua arma. All’ultimo istante l’Adepto dell’Iride sterza a sinistra, lasciandoti un’occasione unica che non intendi sprecare: il tuo Mantis saetta e spedisce due colpi di Shocker contro il pilota, che viene stordito e perde il controllo della moto, crollando a terra. Mormori fra te e te che, con un po di fortuna, si è spezzato il collo.
Correte via più veloce che potete mentre le altre quattro Iene vi stanno alle calcagna: provi ad abbatterne qualcun altro, ma sono piloti abili e sparare in corsa è qualcosa a cui non sei per nulla abituato. Per tua fortuna loro sembrano non avere Shocker, ma nonostante l’abilità di Saul è solo questione di tempo prima che vi raggiungano.
Il folle inseguimento dura per più di dieci minuti: inizi a pensare che la moto potrebbe anche finire la benzina, o che prima o poi un tubo in testa segnerà la tua fine.

– Non mollano mai… provo a lanciarmi in mezzo agli alberi, magari li seminiamo!

Non sei affatto convinto del piano di Saul: in fondo, l’hai trovato proprio a terra a causa di una buca…forse sei ancora in tempo per consegnarlo. Lo Starosta ha detto di non avere nulla contro di te. Certo, hai steso uno dei suoi, ma era legittima difesa…
Mentre sei immerso in questi pensieri, vedi davanti a voi una piccola struttura in cemento, solida e protetta da una robusta porta in metallo, decisamente un’ottima postazione difensiva. Tuttavia, non è disabitata: parcheggiate di fronte al bunker vedi una decina di moto. Amici o nemici? Altre Iene, forse? O forse da qualcuno ancora peggiore?

VAI AL PROSSIMO CAPITOLO