CAPITOLO OTTO: GRUPPO

No, non rischierai il bunker: in questo territorio, è molto probabilmente in mano alle Iene, e l’ultima cosa che vi serve è finire fra due fuochi e fare la fine dei topo.
Esorti Saul a prendere il bosco, e il giovane Adepto dell’Iride esegue al volo, sterzando all’improvviso senza dubbio o paura e lanciando nella confusione i vostri inseguitori: la vostra moto non è stata progettata per un simile percorso, ma nemmeno quelle dei Bambini Iena. Vedi con la coda dell’occhio la moto di uno dei vostri inseguitori perdere il controllo su un ramo e finire in un fosso con il suo guidatore. E fuori due.

Gli altri sono un problema più ostico: questo non è palesemente il loro primo inseguimento fra gli alberi e sembrano conoscere ogni curva, ogni tronco e ogni radice del bosco. Il loro capo, quello che si è definito Starosta, è in assoluto il più tenace. Un paio di volte con un attacco rischia di porre fino alla vostra fuga, poi la terza volta lo fa davvero: la sua mazza arriva a colpirti sul fianco. Il colpo non è troppo forte, ma è sufficiente a farvi prendere l’equilibrio; fai in tempo a sperare di non aver appena incrinato una costola prima di colpire il terreno. Cadi di lato, sbalzando Saul che con un urlo perde il controllo della moto; colpisci con la testa un pezzo di tronco e per un attimo la vista ti si riempie di punti bianchi. Cerchi di rimetterti in piedi e vedi le ombre avvicinarsi mentre la vista sfoca per un attimo. Non svenire cazzo… non svenire. Mormori a bassa voce fino a che non torni a vedere chiaramente.
La moto, senza più pilota, si è schiantata contro un albero; non hai molto tempo per sincerarti delle sue condizioni, ma difficilmente sarà un danno riparabile. Pensi solo a tirarti su ed afferrare le tue armi, mentre i sensi tornano ad affinarsi sul ricordo delle tue esperienze di lotta continua. Anche Saul si è ripreso dalla caduta e assieme non potete che aspettare l’arrivo dei motociclisti con le armi in pugno: Shocker e tubo per te, doppio Shocker per lui.

Lo Starosta e i suoi due seguaci rimasti si fermano e vi fissano da sopra i loro destrieri di metallo. Probabilmente giungono alla conclusione che il terreno è troppo accidentato per assaltarvi in sella alle moto senza rischiare di spezzarsi il collo; all’unisono spengono il motore e scendono, armati di tutto punto. Dieter si toglie l’elmo, sotto il quale compaiono due occhi azzurri e un tatuaggio di Iena ghignante a coprirgli tutta la guancia sinistra. Il suo sguardo è severo ma non sembra arrabbiato, forse un po’ deluso, come un padre con un figlio troppo disobbediente.

– Vi avevo intimato di fermarvi. Non l’avete fatto. Siete scappati e avete ferito due dei miei uomini nella fuga, ma io questo lo capisco. Lo rispetto, addirittura. Mostra solo che siete tenaci. Tuttavia, è finita. Avete sconfinato nel Dominio della Iena. Tu, monaco, hai liberato degli schiavi, causandoci grossi grattacapi. Per te non c’è nessuna salvezza. Ma tu, ragazzo… non sono un uomo generoso in genere, ma apprezzo il talento quando lo vedo: ti chiedo ancora di renderci il tuo compagno, e nuovamente garantisco per la tua vita. Accetta l’offerta. Non ce ne sarà una terza.

Guardi Saul. L’Adepto ricambia lo sguardo e fa spallucce, a indicare che accetterà qualunque tua decisione. Ma in realtà sapete entrambi che avete già fatto la vostra scelta quando siete fuggiti. Molto bene: è il momento di vedere se il tempo con la Famiglia ti ha davvero insegnato qualcosa.
Ti scagli contro lo Starosta, fedele alla teoria che una volta abbattuto il capo gli altri dovrebbero essere più deboli. Saul ti fa da copertura con gli Shocker, mirando alle braccia delle Iene che brandiscono le armi. Le vostre stupide pistole non saranno letali come Armivere, ma se usate bene sono ottimi storditori e un colpo ben piazzato su un nervo può dare davvero noia: l’Adepto le utilizza con maestria, dandoti il tempo per affondare un violento colpo di tubo contro il volto scoperto del tuo avversario.

Inutile.
Dieter para il colpo con svogliata lentezza, come un balletto di cui conosce ogni mossa, e risponde con un cazzotto potente al tuo ventre. L’aria ti va via dai polmoni mentre incassi un pugno come non ne hai mai presi prima: questo non è un disperato delle Vastità, o uno storpio Mutante. Di fronte a te c’è un guerriero, addestrato e consapevole, che sa benissimo quello che fa. Approfittando del tuo stordimento, lo Starosta mulina la mazza e ti colpisce in pieno volto. Occhio destro. Un rumore sordo e lo strappo di qualcosa di molto, troppo importante. Con il sinistro vedi solo cadere a terra una poltiglia insanguinata.

La testa ti esplode di nuovo e stavolta è difficile davvero impedire al tuo corpo di svenire o di vomitare lì sul terreno. Il tuo avversario si allontana, tornando verso la moto, non considerandoti più un problema, un’atteggiamento che fa crescere la rabbia dentro di te.
Lo vedi prendere qualcosa nella borsa, vedi porgerlo ad uno dei suoi compagni che si avvicina brandendo un grosso coltellaccio sporco. Il tuo campo visivo resta ridotto, uno strano senso di mancanza di profondità aumenta il tuo dolore alla testa. Vedi che l’ultima delle Iene sta costringendo Saul in un angolo.

Poi vedi cosa lo Starosta ha passato alla Iena che si sta avvicinando. E’ una grossa catena.
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Nel momento in cui l’uomo con la catena si china su di te tutto scorre di nuovo davanti al tuo unico occhio. Gli orrori della Famiglia, il Pacco Regalo, l’essere considerato uno schiavo, un’animale, una cosa. In quel preciso momento qualcosa nella tua testa si rompe del tutto: la paura.
Urli tutta la tua rabbia, urli che non tornerai ad essere uno schiavo, ed il tuo corpo scatta rapido. La mano trova il tubo a terra e lo abbatti sul braccio teso della iena; senti l’inquietante rumore di ossa che si spezzano mentre la mano dello schiavista si apre lasciando cadere il coltello. La lama non tocca neppure terra, la afferri con la sinistra, un gesto rapido, orizzontale, e la gola della Iena erutta in una fontana di sangue.
Con un tonfo cade a terra mentre il suo sangue rovente ti inonda il viso. Noti lo sguardo dello Starosta cambiare, come quello di un’uomo che osserva una belva. Dalla sua sacca estrae un grosso pezzo di lamiera affilato e tagliato in modo da formare un machete.
Non parla più Dieter, attacca direttamente.

Ma stavolta non hai più paura di morire. Usi il coltello per deviare il suo colpo, ruoti su te stesso con una rapidità che non credevi di avere e colpisci con il tubo. Il colpo fende l’aria fino a colpire la nuca del tuo avversario, non più protetta dall’elmo. Impatto, qualcosa che si rompe. Vedi lo Strarosta incespicare ma non cadere, ma non vuoi più dargli tempo di preparare un attacco con maestria.
Ti lanci su di lui, pugni, grida, morsi. Senti il sapore metallico del sangue sul palato e alla fine lo scontro è diventato una mischia tra animali, tra fiere violente. Non sai dove è finito il tuo tubo, non ti interessa. Afferri una pietra e colpisci al volto.
Una volta.
Due volte.
Tre volte.
Perdi il conto.

Alla fine ti rendi conto di stare colpendo qualcosa di molle e immobile. Prendi fiato e tutto il dolore delle ferite e dell’occhio arriva a pagare il suo tributo. Ti accasci accanto al corpo di Dieter. Arriva l’oscurità.

Ti risvegli dopo… chissà quanto? Sei totalmente indolenzito e la tua emicrania, se possibile, è peggiorata. L’occhio destro ti pulsa in maniera terribile, e quando vai a toccarlo, senti un vuoto che ti terrorizza. D’ora in avanti, dovrai cavartela con l’unico occhio che ti resta.
Ti giri su. Quasi vomiti, quando deglutisci e senti il sangue scorrerti in gola. Sangue non tuo: a fianco a te, il corpo dello Starosta giace immobile, la bocca aperta, la gola dilaniata da un morso e la parte superiore del cranio ridotta ad una poltiglia. La sua armatura e il suo vestito, curiosamente, sono scomparsi. Ti chiedi chi possa averli presi, poi ti giri e vedi Saul con un sorrisone in fronte e una corazza nuova.

– Lui non ne aveva più bisogno, in fondo!

Il tuo amico si è preso cura dell’ultimo rimasto. Fedele ai suoi principi non lo ha ucciso, solo legato dopo averlo stordito a colpi di Shocker. Di nuovo, lo strano codice morale del monaco ti lascia interdetto, ma forse è meglio così: un prigioniero si può interrogare, al limite lo ucciderai dopo.
La Iena, però, non sembra ne’ spaventata ne’ disposta a collaborare. Ti fissa semplicemente, senza abbozzare una fuga o una reazione. Quando gli chiedi quanti sono e quanto è vasto il loro territorio, nemmeno ti risponde. Qualsiasi sia il modo in cui si addestrano queste Iene, funziona maledettamente bene.
Stai accarezzando l’idea di ucciderlo e proseguire, quando senti dei rumori provenire alle tue spalle: ti giri con lo Shocker pronto, ma non sono Bambini Iena quelli che appaiono dalle fronde… o almeno non credi.

Tre persone, un uomo e due donne: l’uomo indossa un’armatura fatta di materiale di recupero e pneumatici che per qualche verso ti ricorda Galvax, ma il corpo gracile che riveste non ha nulla a che vedere col colosso muscoloso che ora è chissà dove con l’Autocombustione; a tracolla ha una borsa enorme e chiaramente pesante che trasporta a fatica, macchiata di olio e grasso.

La prima ragazza ha un abito leggero che lascia poco all’immaginazione, più o meno pulito considerando lo stato medio dell’abitante delle vastità. I lunghi guanti e la gonna, strappata in modo da non intralciare i movimenti, attirano la tua attenzione anche più degli occhi verdi, del suo volto imbronciato e dell’evidente segno delle radiazioni che le devasta il collo. Una mutante, ma la lancia che porta sulla schiena, ricavata da un bastone ed un pezzo di lamiera affilato, la identifica come una guerriera.

La seconda è coperta interamente da una corazza verde scuro, indossa un respiratore metallico e nonostante abbia le mani alzate come i compagni puoi vedere chiaramente lo Shocker di prima classe che le pende dallo zaino, assieme a coltelli, granate e una quantità impressionante di borse e tasche: fra i tre, sembra la più pronta a viaggiare in questo mondo desolato. E’ lei che prende la parola per prima, con un tono di voce tranquillo e che ti appare sincero.

– Ragazzo, tranquillo. Non vogliamo in nessun modo causare problemi, qui siamo tutti sulla stessa barca. Vogliamo solo raggiungere Rad City, come voi, e abbiamo deciso che per attraversare il territorio delle Iene era meglio viaggiare insieme. Solo che al posto vostro, abbiamo preso direttamente la via per i boschi… magari ci avreste dovuto pensare anche voi eh!

Non abbassi l’arma.

– Magari ci presentiamo, che dici? Io sono Beth, dei Quicksilver Snakes, una delle squadre dei Ranger, conosci i Ranger? Vengo da Dash Town. Il piccoletto lì è Lance, si definisce un inventore. É comodo averlo intorno, sai? Sa combinare un sacco di cose con quello che trova il nostro Prebellico, ma non chiedergli di usare uno Shocker. Per ultima, la mia amica è Brandy delle Spose, e non ama troppo le teste di cazzo, ma non mi sembri il tipo che crea problemi alle signore. Ci dite i vostri nomi, per favore?

Glieli dite: dopo lo scontro ti rendi conto di non avere la minima possibilità contro tre avversari armati, inoltre Beth è stranamente convincente. Vi raccontate anche le varie peripezie che vi hanno condotto fin qui, e scopri che non sei l’unico ad aver avuto esperienze infernali. Tutti i tuoi compagni hanno storie di dolore e sopravvivenza, e sono riusciti ad arrivare fin qui grazie a risorse personali e alla collaborazione di esseri umani meno schifosi della media; mentre accetti che Beth ti dia una sistemata all’occhio ti rendi conto che anche tu, nonostante tutti i problemi, non ce l’avresti mai fatta senza Dommie, Galvax e Bikini. Quando ripensi al medico e alla sua fine, senti una fitta al cuore. Era uno stronzo, un’opportunista ed un mezzo traditore, ma le sue mani ti hanno curato proprio come ora sta facendo Beth, ma con più delicatezza. Era solo un figlio di questo Dopomondo del cazzo.

Beth, palesemente il capo del trio, ti racconta di aver osservato il vostro scontro coi Bambini. Erano pronti a intervenire, ma non gliene hai dato il tempo grazie al tuo attacco selvaggio. Poi la gentilezza di Saul nei confronti dei prigionieri li ha convinti a uscire dalla copertura e a proporvi di continuare il viaggio insieme.

– Visto che sembri essere particolarmente capace a sopravvivere – ti dice – come pensi di proseguire? Potremmo lasciarci tutto questo alle spalle e continuare nei boschi, anche a piedi Rad City è piuttosto vicina. Oppure, come ha fatto il buon Saul, ci freghiamo i vestiti di questi allegroni e ci spacciamo da Iene per attraversare il loro territorio comodamente in moto. Ah, oppure potremmo andare a vedere cosa c’era in quel bunker, ora che siamo in 5 e belli armati secondo me ce la possiamo fare… magari hanno armi e veicoli migliori!

Pensi un attimo alle alternative e senti un peso nuovo: stavolta non stai seguendo i consigli di qualcuno, stavolta sono loro a dipendere da te. Qualcosa è cambiato con lo scontro di prima, devi prendere una decisione che riguarderà anche loro.

I tuoi pensieri vengono interrotti da un rumore gorgogliante. Il famigliare suono di polmoni che si svuotano di tutta l’aria in maniera violenta. Ti volti e vedi Brandy, la bella Brandy, che stringe la sua lancia con la quale ha appena trafitto il vostro prigionieri. L’uomo gorgoglia qualcosa di indistinto mentre il suo corpo è attraversato per alcuni secondi dalle convulsioni prima di fermarsi e non muoversi più. Tutti restano immobili ad osservare l’esecuzione a sangue freddo. La Sposa sputa sul cadavere dell’uomo mentre pulisce la lancia.
– Uno stronzo in meno. Ci avrebbe dato solo problemi, e le Iene è sempre bene averle davanti fredde e orizzontali – senti la sua voce, sarebbe delicata ma appare come carica di rabbia, come se l’uomo a terra fosse qualcuno che odia con tutta se stessa.
– Andiamo avanti. Lance hai qualcosa da mangiare? Devo rifarmi la bocca.

Si, decisamente hai dei nuovi compagni, ma forse la mossa di Brandy è la migliore: l’uomo non sembrava intenzionato a parlare e lasciarlo indietro era decisamente pericoloso. Sei un assassino anche tu, ma ti chiedi se saresti in grado di uccidere qualcuno così a sangue freddo.

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