CAPITOLO NOVE: CATENE

Ti guardi in giro e valuti attentamente le tue opzioni: siete cinque. Armati fino ai denti. Tutti guerrieri esperti, per quanto il tuo istinto suggerisce. E il viaggio verso Rad City, per quanto breve, può essere ancora pieno di insidie.
Il cibo di Saul non basterà, e non vuoi dipendere troppo da questi sconosciuti: l’assalto al bunker sembra un’idea ragionevole tutto sommato, considerando che cinque Iene sono già morte. Quante ce ne potranno mai essere? Sempre ammesso che l’edificio sia in mano loro, ovvio… potrebbe non essere così.

I tuoi compagni concordano tutti, tranne Saul che avrebbe preferito muoversi prima possibile ma che comunque accetta la decisione della maggioranza senza troppe lamentele. Ci mettere una mezz’ora a tornare indietro, muovendovi lentamente e con la massima prudenza, dopo aver saccheggiato tutto ciò che era anche solo minimamente di valore dai vostri nemici ora morti.
Tu e Beth aprite il gruppo, e non puoi fare a meno che meravigliarti dell’innata abilità della tua compagna nell’aggirarsi fra i boschi in totale silenzio, frutto sicuramente di una esperienza maturata in mesi, se non anni, di perlustrazioni.

Quando giungete in vista del vostro obiettivo, le notizie non sono delle migliori: tre Iene lo stanno pattugliando, Shocker alla mano. E addio alle speranze di trovare un territorio neutrale e tranquillo.
Stai già pensando a come agire per neutralizzare le guardie in perfetto silenzio, ma la tua compagna ti anticipa, mettendoti un dito sulle labbra e lanciandoti un occhiolino di intesa. Si volta indietro e fa cenno a Lance e Brandy di avvicinarsi, sempre senza una parola. Sei affascinato dal loro modo di comunicare fatto di gesti e sguardi, che solo una lunga cooperazione ha potuto creare. I due fanno un cenno d’assenso col capo ed estraggono le loro armi: lancia per Brandy e una strana arma per il piccolo inventore, all’apparenza una semplice mazza di ferro, ma percorsa da fili elettrici e collegata a quella che immagini essere una batteria. Quando preme un tasto rosso sull’impugnatura, la mazza emette un lieve ronzio, che il tuo compagno approva con un gran sorriso.
I due compiono gli ultimi passi che li separano dal bunker utilizzando la copertura della vegetazione, finchè non è troppo tardi per le guardie ignare: la prima viene colpita in pieno dall’arma di Lance, e vedi il suo corpo dibattersi per un secondo attraversato da una scarica elettrica di grande potenza. Cade a terra come morto, senza nemmeno essersi reso conto di essere stato colpito. I suoi compagni hanno a malapena il tempo di rendersi conto che qualcosa non va quando la lancia della Sposa attraversa da parte a parte la gola del primo, uccidendolo all’istante, prima di essere rimossa e usata per decapitare il secondo. Non paga, la guerriera si volta verso la sentinella stordita da Lance e, dopo averle sputato addosso, le trafigge il cuore. Non hai il minimo dubbio che l’odio che la ragazza provi per le Iene vada molto oltre questioni di sopravvivenza: per lei, è una questione personale.

Tu, Saul e Beth uscite allo scoperto e vi muovete rapidamente verso il bunker, mentre Lance sta già armeggiando con la porta: è una vecchia serratura chiusa da un pesante lucchetto in ferro, un ostacolo che il ragazzo sistema con una facilità quasi imbarazzante: da una delle molte tasche dello zaino estrae un paio di tronchesi, e tanti saluti. L’efficienza del gruppo ti sta facendo capire due cose: che finora sei stato molto fortunato a sopravvivere, e che avere tanti amici specializzati in cose diverse è una bella cosa. In effetti, finora hai quasi sempre viaggiato, volontariamente o meno, con grandi gruppi legati a questa o quella fazione, ma una variegata associazione di persone con esperienze diverse ma scopi comuni può essere vincente.
Aprite la pesante porta: il bunker al suo interno mostra una luce fioca, alimentata da qualche lanterna e una decina di candele, e appena spalancate l’ingresso siete accolti da alcuni gridi allarmati. I vostri occhi ci mettono qualche attimo ad abituarsi al buio, e all’interno vedete uno sparuto gruppo di persone, tutte magre e deperite, con al collo pesanti collari di metallo. Intorno a loro, quella che ha tutta l’aria di essere un officina: macchinari, chiavi inglesi, bombole di ossigeno e una forte puzza di grasso per motori.

– Vi prego, non uccideteci! Scambio! Scambio! Volete fare uno scambio?

A parlare è uno degli uomini, che spicca fra gli altri per i suoi capelli bianchi molto lunghi. Brandy prende la parola, avanzando nella stanza con la lancia protesa in avanti.

– Scambio? Che cosa dici, vecchio? Siete liberi! Scappate! I Bambini torneranno presto, lo sapete benissimo!

Il vecchio, confuso, sembra non aver nemmeno sentito lo sfogo dell’energica guerriera. Dopo qualche secondo in silenzio ripete:

– … Scambio? La signora vuole un nuovo Shocker? Ne abbiamo di ottimi… 3 bossoli, signora, 3 bossoli e le daremo un’arma formidabile, un fulmine di morte, si si…

– Non mi avete sentito, idioti? Uscite! Fuori! Lance, taglia quelle catene, questa gente non può restare qui! Forza!

Ma il Prebellico non sembra voler obbedire a quell’ordine rabbioso. Anzi, si avvicina ai disperati ed estrae dalla sua gigantesca borsa una mancata di bossoli e un piccolo congegno elettrico che non riconosci. Uno dei più giovani abbozza un sorriso e gli si avvicina con una cesta di oggetti metallici e un sacco colmo di cibo, soprattutto gallette e carne secca, e i due iniziano a trattare come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Persino tu, Beth e Saul non sapete bene cosa fare e restate a fare da spettatori a questo surreale commercio, che viene interrotto da un’altra prigioniera, che si avvicina a Brandy tremando come una foglia.

– Mia signora, io… noi… noi non vogliamo scappare. Eravamo una piccola comunità isolata, bravi con le macchine ma troppo malati. I mutanti ci avevano fatto a pezzi. Noi… siamo sopravvissuti solo noi. La pace della Iena ci protegge. Loro ci sfamano, ci danno un posto sicuro dove stare, e in cambio noi ripariamo armi e veicoli. Mia signora… ci lasci stare, la prego! Possiamo scambiare! Abbiamo molte cose belle!

La Sposa resta interdetta, ma vedi che stringe così forte la lancia che le mani gli stanno diventando livide per lo sforzo: per il suo spirito, il poter scegliere di essere schiavi è un insulto, una bestemmia.
Stai per unirti al discorso quando da lontano sentite avvicinarsi il rumore di motori: altre Iene! La cosa inizia a diventare estremamente preoccupante… e non solo per te. Il vecchio sbianca in volto e inizia a tremare, così forte che quasi crolla a terra per la paura.

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– I padroni… i padroni stanno tornando. Se vi vedono qui, ci puniranno. Oh no… noi non abbiamo fatto niente, niente! Volevamo solo qualche scambio, tutti vogliono solo scambi!
Guardi Beth e Saul, che fanno cenno ai prigionieri contemporaneamente ma sei piuttosto certo con intenti differenti: Saul intende proteggerli, la brava Beth usarli come scudi per garantirvi la fuga.

Ovviamente c’è una terza opzione: le moto all’ingresso. Potete usarle per fuggire prima che arrivino i rinforzi, ma dovete muovervi davvero in fretta.

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