CAPITOLO DIECI: SACRIFICIO

Il rumore dei motori si fa sempre più vicino: forse sareste ancora in tempo a fuggire, ma… in effetti ne dubiti. Quante Iene ci saranno li fuori? Quanto arrabbiate? Armate come? No no, la cosa migliore è chiudersi dentro. Questo è un bunker solido, e pieno di roba. Sei sicuro che in cinque potete tenerlo e causare agli assalitori abbastanza perdite da farli ripiegare. Si, è l’idea migliore.
Non tutti i tuoi compagni la pensano così: Brandy in particolare ti urla contro che non vuole morire come un topo in gabbia, ma uscire e affrontare le Iene lancia in pugno. É Beth a calmarla, convincendola a restare dentro assieme a tutti voi. Gli sguardi fra le due ragazze ti fanno intuire che il loro legame sia ben più di quello fra due sopravvissuti che si sono incontrati per caso.
Ma ora non hai tempo per approfondire meglio i legami fra compagni: Saul ha già trovato la posizione di rito migliore vicino a una delle piccole finestre, e Lance sta arrabattandosi con tutto il materiale a disposizione per creare qualcosa che vi possa dare un po di vantaggio, come una bomba o simili. Gli schiavi, terrorizzati e sicuri che chiunque vinca per loro andrà malissimo, si sono rannicchiati in fondo al bunker, stretti l’uno all’altra, a gemere e piangere sul pavimento.
Estrai il tuo Shocker. Il Prebellico lo guarda con un espressione di disappunto, scuote la testa e ti porge qualcosa di decisamente più grosso e pesante: uno Shocker Centipede, che teneva casualmente nello zaino, come fosse un banale pezzo di ferro. Lo imbracci, controlli il caricatore: trenta colpi. Abbastanza da spaccare qualche testa di Iena.

Chiedi al tuo amico perchè non imbracci lui stesso il Centipede, ma l’unica risposta che ottieni è una risata sarcastica.

– Io non uso questa merda, amico mio!

Ed estrae una piccola balestra dai dardi in metallo.

I mototri si fanno piu forti, poi si fermano di colpo. Sono arrivati. ne conti una decina, un numero preoccupante ma non impossibile da gestire con questa difesa. Nessuno mostra i segni di comando, quindi supponi che fosse Dieter il boss della zona. Uno di loro però, probabilmente il più intraprendente o quello più assetato di potere, prende l’iniziativa: da sotto la sella estrae un oggetto che non riconosci, una sorta di cono metallico, e lo porta alla bocca: quando parla, la sua voce è assordante.

– Avete violato la Pace della Iena! Questo non sarà tollerato. Arrendetevi ora e vivrete come schiavi. Combattete, e sarete tutti uccisi dopo molto, moltissimo dolore.

Beth risponde per tutti: una raffica di colpi di Shocker estremamente precisi travolgono il corpo della prima Iena: tre colpi, tutti e tre sul cranio. Il terzo ricompensa il tiratore con un soddisfacente CRACK, a significare che l’impatto è stato troppo per la sua testa tatuata.
Gli altri si lanciano all’attacco: protetti da rozze armature, molti con un elmo, tutti armati fino ai denti, affrontano la tempesta di colpi che gli sparate senza subire grandi perdite: noti con dispiacere che molti hanno imparato come te ad assorbire i colpi delle vostre armi, un paio hanno addirittura piccoli scudi con cui proteggersi. Tuttavia, Saul e Beth sono tiratori mostruosi, dei veri assi con gli Shocker, e qualche Iena cade a terra con danni spero sufficienti a non farlo rialzare più.
Ma gli altri arrivano, e iniziano a fare breccia. Avete rinforzato la porta alla bell’e meglio, ma qualunque serratura originariamente proteggesse il bunker è stata devastata dal tempo e la facilità con cui Lance è entrato dimostrano solo che è questione di tempo prima che sfondino.

– Non ce la faremo.

Non è una domanda, quella che Saul rivolge a nessuno in particolare. Il monaco semplicemente sa che morirete, i numeri sono schiaccianti e inevitabili. Lo sai anche tu. Solo Brandy sembra tranquilla, come se la morte fosse un semplice inconveniente.

Vi preparate. I colpi delle Iene si fanno più forti, e imbracciare gli shocker quasi scarichi pronti a spaccaglieli sulla testa.

Sei così teso che non ti accorgi della mano di Saul sulla tua spalla. Quando ti volti, l’Adepto sorride.

– È stato un piacere incontrarti.

Succede tutto in un attimo. La porta si spalanca. I Bambini Iena, furiosi, si gettano su di voi. Saul corre loro incontro, brandendo qualcosa in mano… sembra proprio… proprio…

rad-10L’esplosione quasi ti assorda e il lampo ti acceca. Sangue e carne schizzato ovunque, mentre un fumo spesso e un odore terribile avvolgono l’aria.

– quel pazzo… dove aveva trovato… quella…

Lance non riesce a parlare, scosso da tosse e adrenalina. Capisci che il sacrificio del tuo amico sarà inutile se non vi sbrigate: ti carichi il Prebellico in spalla e fai segno alle ragazze di uscire, approfittando della confusione.

Fuori è il panico: le iene stanno accorrendo, ma sono scosse e confuse, impaurite dal fatto che potreste avere altre granate. Ne approfittate e correte alle moto parcheggiate, appoggi Lance dietro di te e dai gas: le ragazze fanno lo stesso.

Stai quasi per gridare vittoria. QUASI. Poi senti Brandy urlare e ti volti nella sua direzione: uno dei bastardi le ha lanciato qualcosa. Un coltello. La senti imprecare e tenersi il fianco, ma Beth non accenna a rallentare: curerete la vostra compagna quando sarete al sicuro.

Fuggite per più di un’ora prima di cominciare a convincervi di avercela fatta. Nessuno vi segue, la boscaglia si dirada e di fronte a voi, in lontananza, iniziate a scorgere un insieme di case e fabbriche. Silenziosamente vi fate tutti la stessa domanda: che sia quella, Rad City? Siete infine giunti alla tanto agognata meta?

Vi fermate e scendete dalle moto: la situazione non è delle migliori. La ferita di Brandy è profonda e sanguina ancora, e tutto quello che potete fare è tenerla stretta usando bende sporche. Mai come in questo momento avresti voluto avere Dommie con te, ma il pensiero del medico morto con i nastri delle cassette conficcati in gola non ti è di nessun conforto.

Beth, la razionale ed esperta Beth, sta per andare in panico: continua ad asciugare la fronte sudata della sua compagna e a cercare di mormorare parole di conforto, ma è chiaro che teme il peggio: nessuno di voi ha medicine, tutte terminate durante la vostra marcia disperata.

Lance sta per convincersi ad operare d’urgenza, richiudendo la ferita con del cavo elettrico per tenere la tua compagna viva durante l’ultimo tratto, quando vedete avvicinarsi qualcuno: ancora lontano, nei boschi, ma si avvicina. Una piccola carovana di persone, sei o sette in tutto, uno dei quali porta un simbolo che riconosci all’istante: la Fiamma dell’Autocombustione.
Tuttavia, al contrario degli ampollosi sacerdoti lanciafiamme che hai incontrato questo sembra vestito in maniera molto piu sobria, come un normale abitante delle Vastità. Gli altri indossano armature leggere ma solide, adornate dal simbolo di qualcosa che pensi essere un animale che non hai mai visto: una sorta di testa di cane rossa. Due di loro trasportano un carretto carico di materiale disparato, fra cui valigie, casse e un paio di stie con due polli starnazzanti, mentre i restanti impugnano Shocker a lunga gittata e si guardano in giro.

– Mercanti – dice Lance.
– Bah. Milizia… la feccia dei nostri – aggiunge Beth.
– Ci parlo io – continua il Prebellico, – magari hanno degli antibiotici! Possiamo trovare qualcosa per curare Brandy!

Ma la tua amica non sembra essere d’accordo.

– Quelli non vogliono commerciare, ci vogliono fare la pelle, te lo dico io. Meglio attaccare… li ammazziamo e gli prendiamo la roba.

Entrambi i compagni ti guardano, mentre Brandy continua a gemere dal dolore.

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