CAPITOLO UNDICI: COMPROMESSI

Ogni smorfia di dolore e gemito di Brandy ti trafigge l’anima e la coscienza. Non puoi permettere che tutto vada nel peggiore dei modi, è troppo importante arrivare tutti quanti sani e salvi a Rad City e non vuoi vedere un altro dei tuoi compagni morire davanti ai tuoi occhi.
Ti scambi uno sguardo d’intesa col Prebellico e indichi la carovana degli Ardenti che pare capitata giusto in tempo, come se fosse un segno che la fortuna non vi ha ancora abbandonato del tutto.
Chiedi a Beth di rimanere a proteggere Brandy mentre tu e Lance andrete a contrattare. Ignori deliberatamente le proteste della Sposa, liquidandola in fretta e ottenendo come risultato un altro gemito di dolore misto rabbia. Concordate anche che in caso di pericolo evidente, data la vostra inferiorità numerica e offensiva, possono liberamente mettersi in salvo con una delle moto e lasciarvi lì.
Mentre ti avvicini in direzione della carovana, ti rendi conto che mai come adesso hai portato dentro di te così tanta disperazione. Senti che se ti chiedessero di umiliarti lo faresti, che se le tue intuizioni fossero sbagliate non avresti neanche il tempo di reagire e diverresti una chiazza sul terreno polveroso in men che non si dica. Pensi che stai andando volontariamente a consegnarti alla morte stessa mentre copri gli ultimi metri prima di avvicinarti, mentre gli Shocker della Milizia ti tengono sotto tiro.

Spegni la moto. Alzi le mani. Lance prende l’iniziativa.
– Siamo qui per contrattare
-…e noi siamo qui per vendere!
Risponde una voce dietro alla fila di armi che si abbassano.
Un uomo basso e goffo emerge dal gruppo di guardia e ti si avvicina.
Al contrario di tutti coloro che girano per le Vastità, riconosci che quella persona è conciata in modo decisamente bizzarro: un malconcio gilet di pelliccia blu, una camicia ingiallita col colletto a becchi e un fazzoletto di stoffa violaceo attorno al collo su cui spicca il simbolo cremisi dell’Autocombustione incorniciano il piccolo uomo. Ma quello che più ti stupisce e ti fa rabbia allo stesso tempo è il fatto che sia maledettamente in carne.

rad-11-Sono Hector Bennimar, Mercante della Chiesa dell’Autocombustione Interiore. Abbiamo armi, viveri, altre armi, informazioni utili, ancora armi, qualche medicina blanda e per finire di nuovo armi. Il tutto al giusto prezzo per il giusto scambio!

Lance abbozza un sorriso di evidente sollievo e scende dalla moto, tu fai lo stesso ed entrambi vi avvicinate.
Chiedete degli antibiotici per una vostra compagna ferita, ma il mercante scuote la testa: ha solo dei disinfettanti, qualche benda e del filo da sutura. Poco rispetto a quanto vi aspettavate ma comunque abbastanza per poter continuare la marcia. Hector stesso si offre sotto pagamento di ricucire la ferita di Brandy ma declini gentilmente l’invito, non ti fidi delle mani tozze e della sete di affari dell’uomo.
Poi uno degli uomini della testa di cane rossa prende parola.

-Quello non è il guercio che cercano le Iene?

Panico.
Il tuo primo istinto é allungare la mano verso lo Shocker, ma sai già che la battaglia sarebbe persa in partenza.

-Lo so, è per questo che il giusto prezzo si alza. Girano con una mutante ferita, e una blanda speranza di sopravvivenza è tutto quello che avranno. Ringrazi il fatto che c’è un Prebellico assieme a lui, ho un debito di vita con un certo Galvax e gli ho giurato che non avrei mai negato una trattativa a uno della sua gente.

La repentina risposta di Hector mista a una risatina divertita fa più male di una scarica di proiettili. Almeno ti rincuora che il gigante col quale hai affrontato parte del tuo viaggio sia sano e salvo da qualche parte a Rad City.
Pagate quanto dovuto: dieci bossoli, tre scatolette di carne e il Centipede scarico, assieme all’orgoglio. Un furto a mano armata sarebbe stato più economico.
Il mercante prima di congedarvi fa un ultimo commento.

-Tanto siete già tutti morti, quindi posso dirvelo gratuitamente. I territori della Iena sono vasti ma limitati, e in particolare questo confina con Rad City. C’è un patto di non belligeranza una volta attraversato il confine, magari la vostra compagna muore e voi vi salvate da chi vi cerca! Grazie, tornate a comprare da noi quanto prima!

La rabbia ti pervade, vorresti prendere a pugni quel viso grasso e odioso, ma non puoi fare diversamente dal voltarti e andartene.

-Ehi guercio! Rad City é dall’altra parte! Vuoi morire davvero?

I Testa-di-cane-rossa ti scherniscono e non hai idea di cosa ti stia trattenendo dal perdere il controllo, ma almeno sai con certezza cos’è che vedevi in lontananza.
Tornate più in fretta che potete al punto dove avete lasciato le donne e iniziate a medicare Brandy.
Nel mentre fate il punto della situazione: oltre il confine dei territori della Iena c’è Rad City. Vi cercano, quindi la zona sarà sicuramente pattugliata. Un buon modo per andare oltre è sfruttare le prime luci del mattino approfittando della stanchezza delle pattuglie, su questo concordate tutti quanti, anche perché le cure provvisorie stanno solamente ritardando l’inevitabile, ed è bene sbrigarsi.
Dopo qualche ora di riposo riprendete il viaggio.
Al calar del sole, in lontananza, scorgi quello che sembra l’ultimo ostacolo prima della salvezza.
Non appena decidete di accamparvi per attendere la notte, Brandy crolla a terra.
Beth immediatamente si getta sul suo corpo per accertarne le condizioni.

-Ha la febbre alta, il viaggio forzato ha aggravato la ferita, dobbiamo disinfettare di nuovo e cambiare le bende.

Mentre Lance prepara la zona, silenziosamente aiuti Beth a curare la compagna.
È lei ad un tratto a iniziare a parlare.

-É sempre stata incline ad ammalarsi, probabilmente a causa della mutazione. Ogni piccolo taglio che si faceva ci metteva sempre più del dovuto a guarire. Anche la prima volta che la incontrai era a un passo dalla morte. Stava fuggendo da un paio di membri della Famiglia, a quanto mi aveva raccontato si era appena conclusa un’operazione di recupero di una loro Sorella in non so quale covo di schiavi. Feci fuori quei due bastardi che le stavano dando la caccia puramente per simpatia, e non appena si avvicinò per ringraziarmi svenne come qualche minuto fa. Da quel giorno ci copriamo le spalle a vicenda, è bello avere qualcuno su cui contare.

Le parole di Beth ti scaldano il cuore per un secondo, poi ti rendi conto che il tempo è poco e che c’è molto da fare.

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