CAPITOLO TREDICI: BENVENUTI

Cittadino.

Hai sentito così tante volte questa parola: da Dommie, da Bikini, dalla devota di Santa Curie,e poco fa dai Trauma.

Cittadino.

– Voglio – ti correggi – Vogliamo entrare a Rad City. Vogliamo diventare Cittadini.

Il soldato ti sorride, un sorriso privo di qualunque gioia, solo un gesto automatico di cortesia.

– Ma certo. Come tutti. Avrete la vostra possibilità. Prego, vi scorteremo noi per l’ultimo pezzo. Vorremmo evitare altri incidenti. Ce la fate a proseguire?

Ti guardi intorno: Lance e Beth stanno bene, ma Brandy… no. Lo stress della fuga ha peggiorato le sue condizioni, e ora la Sposa boccheggia e delira. Guardi il Trauma, che ha già nuovamente indossato la sua maschera bianca.

– La nostra compagna… lei è…

Non sta ad ascoltarti. Si avvicina alla giovane mutante, le appoggia due dita sulla gola e conta. Quando si alza, ti guarda da dietro lenti senza emozioni.

– Sta male. Non ce la farà. Posso evitarle ulteriori sofferenze, se vuoi.

– NO! – è Beth a rispondere, mentre abbraccia forte il corpo della sua compagna. – Non ci provate! Lei ce la farà! Lei è forte! Non osate toccarla!

I Trauma, disturbati dalle grida della ragazza, si girano ad osservare l’ufficiale, che scuote semplicemente le spalle prima di indicare due dei suoi uomini.

– Tu. E tu. Procedura standard. Stabilizzatela e trasportatela.

Senza indugio i due si muovono verso Brandy, la rimuovono con cortesia e fermezza dall’abbraccio della Cercaterra e iniziano a trattarla: nelle loro mani veloci e sicure compaiono in un istante aghi e provette, estratti dalle loro innumerevoli tasche. Un’iniezione dopo, ecco che il suo respiro si stabilizza e il suo battito rallenta.

– Stabile – dice il primo.
– Barella – aggiunge il secondo, estraendo dallo zaino quello che sembrano essere un paio di aste di ferro.

Le srotola, formando una sorta di lettiga su cui adagia la ragazza. I due si mettono ai lati corti del tessuto e la sollevano, senza nessuno sforzo visibile.

– Bene – Continua l’Ufficiale – come da vostra richiesta, trasporteremo la vostra compagna. Voi potete seguirci con le moto. Il viaggio durerà circa 15 minuti, fermatevi quando lo facciamo noi.

Brandy viene caricata sul retro di una camionetta nera, anche lei marchiata col simbolo dei Korps. I due soldati che l’hanno stabilizzata salgono con lei, uno restando chinato a monitorarne la salute e l’altro alla mitragliatrice Shocker innestata sul tettuccio. Un terzo si mette alla guida, mentre l’ufficiale inforca una moto estremente più grande delle vostre, le cui ruote superano in larghezza il tuo torace.
Quello che segue è il viaggio più rilassato e al tempo stesso emozionante della tua vita: ti senti sicuro e protetto, come mai da quando tutto questo è iniziato. Eppure, il tuo cuore impazzisce al pensiero di cosa troverai: come è fatta questa Rad City? Cosa promette? Chi la gestisce? Questi Trauma Korps… perchè hanno Armivere? E cosa desiderano?
Tutte queste domande ti muoiono in gola quando finalmente VEDI. Il sole è ormai sorto e le ultime nebbie svaniscono dando posto a una decadente ma ancora in qualche modo intera costruzione: piccola per una città, grande per una fabbrica, un Avamposto in piena regola. E intorno ad esso… gente.

Tanta.

Tanta.

Gente.

rad13

Sul serio, non ne hai mai vista così tanta. Saranno migliaia. Decine di migliaia. L’odore e il rumore sono… devastanti. Ma anche in una bolgia così infernale, riesci chiaramente a distinguere i vari schieramenti che hai incontrato durante la tua odissea per giungere fin qui.

Avvolti da stracci sporchi e coi visi insozzati di sangue, il Serraglio urla e combatte. Hanno montato rozze gabbie di ferro e al suo interno uomini e donne seminudi e impolverati ci si azzuffano in battaglie spesso mortali. Riconosci il gruppo della Famiglia Jones e il tuo cuore accelera per la rabbia, ma sai bene che qui gli scontri sono vietati. Il che vuol dire che quello che i pazzi stanno facendo nella gabbia, lo fanno perchè VOGLIONO.

L’odore di kerosene e incenso sposta la tua attenzione sulla Chiesa dell’Autocombustione: da pulpiti sormontati di torce grassi preti celebrano messa inneggiando alla purezza, mentre folle di Ardenti gridano i loro incomprensibili salmi. Poco lontano da loro altri fedeli mostrano un aspetto ben diverso, adornati di seta e piume. Distingui chiaramente il pingue mercante che vi ha “aiutato” e ti appunti mentalmente di restituirgli presto ogni cortesia.

Silenziosi e quasi invisibili, i Misericordiosi hanno montato le loro tende in una posizione sopraelevata, creando un vero e proprio ospedale da campo per tutta la infinita baraccopoli. Una sterminata fila di malati e feriti si muove lentamente verso le strutture bianche, sorvegliata da infermieri armati: una precauzione che mostra chiaramente che i Trauma non sono gli unici a voler evitare problemi. Sai bene che dovrai portare Brandy da loro il prima possibile, prima che le cure temporanee cessino di avere effetto.

Lo spettacolo offerto dalla Rapsodia riunita è senza precedenti: la folla sotto i suoi palchi mobili è sterminata e include membri di qualunque altra Fazione, pronti a ballare e dimenticarsi per qualche istante di tutto. Fra i cantanti ti sembra di riconoscere la bella Bikini, a cavalcioni su un muscoloso chitarrista con lunghi capelli e un cilindro bianco. Sarà davvero lei o è solo il tuo desiderio di rivederla? In ogni caso, la loro musica travolgente copre ogni cosa, anche le urla del Serraglio, rendendo tutto ancora più surreale.

Gli Adepti dell’Iride, nelle loro vesti verde acqua, quasi sembrano sparire nella confusione e nel rumore. Inferiori di numero a tutti gli altri gruppi, li vedi seduti in posizioni complesse a meditare, o intenti nelle loro curiose mutilazioni rituali. Sai quanto per loro sia importante procurarsi dolore, ma non hai mai nemmeno visto nessuno dedito ai compagni quanto Saul. Quegli strani monaci hanno tutto il tuo rispetto, e presto racconterai loro le coraggiose gesta del loro compagno.

Separati da tutti gli altri, i Bambini Iena mantengono come sempre il loro portamento arrogante e superiore. Ne hai ammazzati parecchi dei loro, ma se qualcuno ti ha riconosciuto allora non lo da a vedere. Non parlano con nessuno che non porti il loro marchio, attendendo il loro turno in silenzio e dignità. Strani esseri. Forse, in altri casi, li avresti apprezzati molto di più. Forse ci sarà occasione.

Il gigantesco assembramento del Culto di Santa Curie è l’unico per dimensioni ad avvicinarsi al rave della Rapsodia, ma lo spettacolo che offrono è assai meno gradevole. Quasi tutti mutati e rovinati da radiazioni e insolazioni, mugolano e si aggirano fa le luride Pontifex che li benedicono con le loro labbra. Un circo macabro e allucinante, ma con una potenza primitiva che non riesci a descrivere bene.

I Cercaterra non hanno una zona interamente loro. Fedeli allo spirito nomade che li contraddistingue, ogni gruppo si è fatto il suo terreno, alcuni vicini, altri meno. Vedi chiaramente i simboli delle bestie da cui prendono il nome sugli spallacci o le armi, accompagnati dalle onnipresenti frecce. Alcuni stanno commerciando, ma ben lontani dal territorio dell’Autocombustione.

Fumo e rumore di motori provengono dalla parte dei Prebellici. Vedi inventori intenti a costruire aggeggi che non capisci e guerrieri indossare armature di metallo e copertoni, impugnando armi gigantesche e minacciose. La loro operosità è favolosa e gli occhi di Lance si illuminano, pregustando lo scambio di idee e componenti.

Le Spose sono per te una vera e propria visione: non hai mai visto così tante donne insieme, e anche se molte di loro portano segni di mutazione o vistose cicatrici non puoi fare a meno di essere rapito dalla loro primitiva bellezza. Il tuo primo istinto è consegnare loro Brandy, ma prima che tu possa farlo qualcosa… qualcuno… ti colpisce in pieno.
Per un attimo pensi a un assalto: una Iena, o un membro della Famiglia, non ha resistito e si è mosso per vendicarsi. Ma… no. Non è un’aggressione, ma un… abbraccio?

– Ce l’hai fatta, bastardo! Ce l’hai fatta!

Sollevato da terra, quasi soffocato, ti ritrovi fra le braccia di Galvax. Il Prebellico ha qualche cicatrice in più e indossa vestiti nuovi, ma il sorriso sincero è sempre lo stesso. Ridi e ricambi il saluto e l’abbraccio mentre ti cala giù.
Vi raccontate i vostri rispettivi viaggi da quando vi siete salutati: assieme all’Autocombustione il gigante ha evitato il territorio della Iena, spostandosi in forze e tranquillità fino all’incontro con altri Prebellici in viaggio: in un gruppo enorme e ben equipaggiato non hanno avuto problemi a raggiungere Rad City in sicurezza, virtualmente inattaccabili da briganti e maleintenzionati. Quando pensi alla fatica che hai fatto tu per arrivare qui, ti mordi le labbra e imprechi la Santa.
Ma è stato un grande viaggio, e hai incontrato persone fantastiche. Beth ti sorride, mentre assieme alle Spezzacatene accompagna Brandy alle tende dei Misericordiosi. Lance si è attaccato a Galvax come un francobollo, e i due si scambiano rispettivi complimenti per le invenzioni che portano addosso. Ce l’avete fatta, e ora.. già. Ora?
Finalmente te ne stai rendendo conto: le porte della città… sono chiuse. E non si sono mai aperte da quando siete qui. Esattamente… come si entra a Rad City?
Rivolgi la domanda al tuo amico ritrovato, che fa spallucce.

– Non sai nulla, eh? Non hai mai sentito parlare dei Sanguinamenti?

Scuoti la testa.

– Ah… beh, amico mio, mettiamola così. Tutti possono chiedere di entrare a Rad City, questo è vero. Il punto è… non tutti ce la fanno.

– Ci sono… prove? – chiedi in maniera più tranquilla possibile, anche se il tuo cervello inizia a correre lontano.

– Si, amico mio. Ci sono prove.

Stai per chiedere quali sono, ma non fai in tempo. Una sirena, del tutto simile a quella che hai sentito all’ingresso della città, sovrasta anche la musica della Rapsodia. Tutti volgete lo sguardo verso l’Avamposto, e lo vedete: da uno dei terrazzi, qualcuno vi osserva. Un uomo imponente, vestito in maniera sgargiante e circondato dai Trauma Korps. Uno di questi ultimi ha quello che sembra un altoparlante in mano.

– Benvenuti a Rad City. Anche oggi, stanno per iniziare i Sanguinamenti. Se li supererete, sarete considerati a tutti gli effetti Cittadini. Se fallirete, vi aspettano un ritorno a casa. O la morte. Così giurano i Trauma Korps. L’umanità resiste.

Molti membri di tutte le fazioni corrono verso le porte della città, da cui i soldati fuoriescono. Organizzano tutti i questuanti in gruppi, senza grande interesse per la loro età o salute. Deglutisci pensando a quando toccherà a te, a quale prova ti toccherà superare e se l’esperienza accumulata ti sarà sufficiente per sopravvivere.

Ma questa è un’altra storia, Cittadino. Una storia che creerai da te, nel nostro mondo di Ruggine e Polvere. Presto, le porte di Rad City si apriranno di nuovo: prepara il tuo Shocker. Controlla il tuo equipaggiamento. Ricorda le tue conoscenze e mormora una preghiera alla divinità che veneri, se ce n’è una.