EPILOGO DEL PRIMO LIVE

RAD CITY – ENTRATA DEL SETTORE D – TRE SETTIMANE DOPO

– Ancora nulla? – Mh.

Demetrio porge una birra a Trevor senza aggiungere altro. Fredda e deliziosa, il Cercaterra la prende con un cenno e ne tracanna metà in un sorso. Birra fredda. Ecco qualcosa per cui vale la pena combattere.

– Avrebbero già dovuto attaccare, credo – aggiunge il gestore del RØADHOUSE.

– Non è detto. È quasi sicuro che sappiano di essere stati intercettati. Di conseguenza, probabilmente si stanno riorganizzando. Nessuno sano di mente affronterebbe i Trauma Korps senza almeno contare sull’effetto sorpresa.

Il grosso barista scuote leggermente il capo osservando il panorama esterno, dove la canicola porta alle narici l’odore della polvere.

– Quindi pensi che ci vorrà del tempo?

– Penso di si.

– Credi che possano rinunciare del tutto all’attacco?

Il Cercaterra scuote la testa, una parte di lui vorrebbe credere che basti così poco. Ma ha visto troppo del Dopomondo per sapere come nessuno rinunci ad un piatto sostanzioso in maniera così facile. Troppo bello e decisamente impossibile.

– Nemmeno lontanamente.

– Bene.

– Già.

– Se i Cittadini non avessero trovato la radio…

– Ma l’hanno fatto. Inutile stare a rimuginare ora. Consideriamolo un dono della Santa, e assicuriamoci di non sprecarlo.

Lo sguardo dei due uomini si sposta a est, dove le folle di disperati che accalcano le porte di Rad City attendono di poter entrare in città. Una sottile linea nera si sbarra davanti a loro, con veicoli e armi marchiate dalla Croce che ormai i due conoscono benissimo.

– Ho visto che i Sanguinamenti stanno continuando…

Trevor annuisce.

– Naturalmente. Serve gente nuova. Più Cittadini avremo, più la Città sarà sicura. Anche perché alcuni sono partiti.

– In teoria, torneranno con rinforzi.

– In pratica, molti non torneranno affatto.

I due restano per un po’ a guardare le Vastità. Lontano, il rumore di urla di vittoria e dolore, proveniente dalle prove degli aspiranti, fa da sottofondo ai loro pensieri.

– Vale la pena combattere, per Rad City – dice alla fine Demetrio. Non è una domanda.

– Vale la pena morire, per l’Umanità – aggiunge Trevor.

Vuotano il bicchiere e lo gettano oltre la linea di difesa. Senza dire nulla, si alzano e si incamminano. Una riunione li attende.

RAD CITY – 15 MINUTI DOPO – MUNICIPIO

Heston annuisce quando il barista e il Cercaterra entrano chiudendo la porta. Sono gli ultimi. Eleven e Nine sbarrano l’accesso e montano sulle torrette per assicurarsi che nessuno disturbi la riunione dei Cittadini anziani. Nessun altro, nemmeno i Ministri e i Consiglieri del Sindaco, è stato ammesso. É ancora presto, per la fiducia. Il Sindaco sposta lo sguardo sui presenti, alcuni non li vorrebbe qui, alcuni li preferirebbe freddi e orizzontali sul terreno. Ma non bastano i Trauma a fare una città, ed è proprio su questo gruppo che si basa la struttura del suo sogno.

Si volta verso Viktor. L’affidabile, modesto Viktor. Un cenno della mano è quanto basta per far capire al segretario che è ora di iniziare.

– Va bene – inizia Kovalenko – Ci siamo tutti. Apriamo la riunione. Innanzitutto, come si stanno comportando i Cittadini?

Seven manda giù l’ultimo boccone di carne secca e risponde.

– Molti si sono stabiliti nei quartieri della città. Qualcuno è ancora nel D, restio ad abbandonarlo nonostante le nostre esortazioni e il fatto che sia quasi senza risorse. Dicono che gli piace stare vicino all’entrata… casomai arrivassero nemici.

– Come vivono l’imminente attacco?

– Con trepidazione – risponde Five. – E impazienza.

– Bene… bene. – Il segretario appunta qualcosa sui suoi fogli, poi fa un cenno verso il Cicada. – Che ci dici della radio, Trevor?

Il Cercaterra alza a malapena lo sguardo e fa spallucce.

– Nulla. Non c’è modo di risalire all’origine della voce, nè di comprenderne il punto di origine esatto. Slaughter, Mutanti, gli Adepti di Mandala, potrebbe essere chiunque.

– Forse le Iene – suggerisce il Sindaco, tra il serio e l’ironico. Il suo sguardo si sposta su Kurt, che si limita a sogghignare.

– Se l’Effendi volesse Rad City, semplicemente se la prenderebbe.

– Sai benissimo che non è così. Piuttosto… potrebbe aiutarci a difenderla?

Una risata è tutta la risposta che La Volpe si degna di dare.

Dallas prende la parola, come sempre calmo e rilassato.

– Valutiamo la cosa. Aver ricostruito la radio è stato un bene. Abbiamo captato un messaggio, ma non sappiamo quanto lontano. Probabilmente abbiamo settimane, forse mesi. Dipende dai mezzi che hanno.

Heston annuisce. Tutto giusto, o almeno crede. Lui non è un guerriero, non lo è mai stato. Solo un esploratore che ha avuto un colpo di fortuna, tanti anni fa.

Malena sembra avere le idee molto più chiare, da sotto la falda del cappello alza i suoi strani occhi sul Sindaco. A differenza di Moses lei sa cos’è una guerra.

– I Cittadini… sono motivati. Difenderanno questo Avamposto contro qualsiasi pericolo in arrivo. Per molti di loro li fuori non c’è nulla se non la morte, e sono pronti a combattere per la loro nuova casa.

– Lo faranno, ragazza? – La voce di Malabranca è un coltello avvelenato. Lo sguardo della Sposa si sgrana leggermente su di lui, come se celasse una furia interiore pronta ad esplodere ai danni dell’uomo del Serraglio.

– Alcuni di loro forse meritano qualcosa, ma altri non hanno neppure compreso la portata di ciò che gli viene richiesto. Non so chi ci stia attaccando, ma questi individui verranno fatti a pezzi… e divorati. Non sono qui per una casa, ma hanno odorato cosa la città nasconde e vogliono averne ognuno la propria fetta.

– Non tutti siamo come te, “Uomo dei sogni” – risponde Tharax. – C’è coraggio qui, e ingegno. Date a noi Prebellici sufficiente materiale e appronteremo difese inespugnabili.

Diana urla la sua approvazione, raggiante per le parole del Fratello.

– Il materiale… il materiale COSTA, Tharax. – Lo sforzo di Kastor per restare lucido è quantomai evidente, mentre il suo corpo lotta fra l’oblio della droga e la paura per la sua vita. Athena, al suo fianco, sbuffa e gli terge la fronte. – Potremmo sempre abbandonarli qui fuori e ritirarci al centro della Città. Si fa sempre in tempo a trovare altri Cittadini.

– Ti sbagli! – Nastassja è quanto mai decisa, probabilmente più per contraddire il rivale che per vero zelo – La Santa benedice questo posto. Lei non permetterà che succeda qualcosa ai suoi devoti! Combattiamo e resistiamo! – Poche parole, come sempre, ma decise come la colonna di un credo.

– Idiozie – replica la donna dell’Autocombustione mentre tasta il polso del Re del Commercio, assicurandosi che il suo battito torni regolare. – Idiozie per menti inferiori. Noi siamo qui perchè c’è modo di sfruttare il territorio e il materiale, ma nessuno commercia coi morti.

– Non è vero – aggiunge MJ, scuotendo la sua chioma colorata con tutti i suoi ninnoli rumorosi – Per molti Cittadini questa è casa loro quanto nostra. Non hanno ceduto quando hanno compreso gli orrori e i misteri che la città nasconde, hanno imbracciato le armi e hanno lottato. Meritano di combattere, e noi saremo al loro fianco. Fighting for the right to live under the sun, we won’t stop ‘til they’ve lost and we’ve won – L’ultima parte la scandisce come un salmo.

– Il Gulag è pronto a servire. – la voce della Sottoprimaria Wolff è fredda come il metallo di un bisturi, il gelo necessario per porre fine alla discussione in atto, e il suo camice è sporco di sangue e interiora. Il Gulag ha continuato a lavorare ininterrottamente, mentre i Sanguinamenti procedevano. Anche i Cittadini ormai ammessi erano una costante fonte di oboli, mentre il Pandemonium gridava amministrando la giustizia dell’arena. – Qualunque cosa stia arrivando, finirà sul nostro tavolo.

Ognuno aveva parlato, ma il dubbio rimaneva: cosa avrebbero fatto ora? Di chi si sarebbero fidati? Cosa fare? A chi dare retta?

Alla fine, restava una sola risposta da trovare. “Chi comanda Rad City?”, pensa nuovamente Heston, la domanda che così tante volte ha posto a se’ stesso e agli altri.

Una domanda davvero stupida.

– Dallas, organizza i tuoi uomini. Parla col ministro della Guerra e dell’Esplorazione per coordinare pattuglie. Quei bastardi devono pur avere delle avanguardie, da qualche parte. Trovatele e fatele a pezzi. Inoltre, parla coi Cittadini e di loro che la Città richiede nuovi sforzi.

– Grazie Heston. Avevo proprio bisogno di te per ricordarmi come fare il mio lavoro.

La risposta è dura e secca come sempre, ma il Sindaco nota il minimo sorriso all’angolo della bocca del Kommander, un qualcosa che solo chi conosce l’uomo da tempo potrebbe notare.

– Rad City resta sicura, Carter.

– Lo resterà.