NOMI

Musicanti, Figli del Sogno, Cantastorie, Divorati (dispregiativo)

STORIA

Poi un giorno, uno dei tanti sopravvissuti che si aggiravano per le Vastità, trovò un vecchio giradischi. Spinto dalla curiosità riuscì ad azionarlo e ne uscì una musica che per sempre cambierà la sua vita e quella di molti altri. Attorno a Eddie “Ozzy” si fondò così un nuovo gruppo, non legato solo alla sopravvivenza, ma anche al recupero della musica del vecchio mondo. Musica spesso arrabbiata, adatta all’epoca di disperazione e follia in cui il mondo è oramai scivolato.
Ultimamente sempre più Musicanti sono riusciti a riparare o costruire nuovi strumenti con i quali realizzano nuova musica e spesso la incidono. Che sia un riff solitario per una carica, una lenta ballata scritta da strafatto o il racconto epico di come la Rapsodia ha aiutato l’accampamento di Colle Nero a respingere i predoni, tutta la musica viene considerata sacra.

I Musicanti sono uno dei gruppi più bizzarri emersi fuori dalla confusione del Dopomondo. Per molti solo un ammasso di vagabondi con il pallino per la musica, nuova o dei tempi passati; per altri invece sono dei guerrieri, che forgiano le loro coscienze con canti e urla. Ma comunque la pensino, una cosa hanno imparato i loro nemici: trovarsi contro una carica dei Musicanti, con il loro sound assordante sparato dagli amplificatori montati su furgoni blindati, con le loro urla inneggianti e l’esaltazione negli occhi, è un’esperienza terribile quanto letale.
Molti gruppi, bande o Fazioni hanno cercato di avere la meglio su di loro; nel selvaggio Dopomondo c’è poco spazio per le passioni. Ma finora la Rapsodia ha conosciuto ben poche sconfitte in battaglia, dimostrando come i membri di questo gruppo non siano soltanto dei drogati innamorati di chitarre o vecchi registratori, ma degli avversari da non sottovalutare.
Gli Avamposti conoscono e trattano con questo gruppo, sempre aperto ai commerci o allo scambio di materiale. A volte organizzano veri e propri concerti, scimmiottando quanto accadeva nel vecchio Mondo Andato, sperando così di accedere all’olimpo dei migliori. Oltre ai concerti si interessano di tutto quello che è collegato alla musica del Mondo Andato: vecchi registratori, dischi, cassette o strumenti sopravvissuti. Tutto per loro è importante e trattato come una reliquia. Molti di loro possono passare giorni o mesi nel tentativo di far rivivere un vecchio strumento o riuscire ad ascoltare la melodia di un disco del passato.

IDEALI

La musica è l’unica cosa che, in questo maledetto mondo andato avanti, permette agli uomini di ricordare cosa significa essere vivi e degni.

Attraverso una sorta di venerazione della musica i Cantastorie cercano di salvare i residuati del passato e usarli per canalizzare l’orrore che ogni sopravvissuto cela nel cuore dopo i terrori che ha visto.
Ogni Musicante sceglie sempre un brano o un autore del passato da celebrare, di solito si tratta di canzoni il cui testo significa qualcosa di pregno, o che si sono ascoltate in momenti focali. Come omaggio a questi grandi cantori del passato, ogni membro della Rapsodia porta un secondo nome uguale a quello dell’autore, del gruppo, di un brano o di uno strumento. Non manca anche l’utilizzo di nomignoli o diminutivi, come se il nome con cui si è nati diventasse qualcosa da lasciarsi alle spalle una volta che si entra tra i Figli del Sogno.

Spesso la conoscenza degli stessi è frammentaria perché non esistono molte copertine e troppe registrazioni restano anonime. Per questo passano anni prima che qualcuno riesca a scoprire a chi appartiene la voce graffiante che è incisa in quella vecchia musicassetta trovata in un sotterraneo.
Oltre al recupero della musica del passato però, la Rapsodia continua a muoversi rifiutando ogni tipo di staticità, continuando a inventare e scrivere. Spesso i brani raccontano di scontri, di guerre o di combattimenti, diventando così veicolo per leggende e storie che passano di bocca in bocca attraverso i canti attorno ai fuochi nei bidoni o nelle notti fredde in mezzo al niente.

Eddie "Ozzy"

Il fottuto rodie delle Vastità
“Insomma avevo davanti questo vecchio giradischi, tutto polvere e sporcizia; non so di chi fosse quel sotterraneo ma era pieno zeppo di dischi e altri registratori. L’ho attaccato alla batteria, ti dico la verità… non volevo sentire musica, chi cazzo se ne frega di una registrazione, giusto? Volevo solo vedere se funzionava, in modo da poterlo scambiare magari con qualche tanica da qualche fottuto mercante ladro; una volta ne avevo visto uno funzionare, ripeteva il discorso di qualche idiota… quindi mi ricordavo come si usava. Allora allungo la mano e prendo il primo disco che ho sottomano, uno con un capellone con la faccia da stronzo stampata sopra. Collego alla batteria e vedo il piatto che inizia a girare. Primo punto buono. Poi parte il disco e sento questo urlo enorme e senza senso…. Sono saltato di almeno un metro e il mio primo pensiero è stato ‘Ma che cazzo di coglionata…. a bordo di cosa dovrei salire figlio di putt….’ E poi BUM! Neanche il tempo di finire il pensiero e parte la musica. Partono questi bassi pesanti, questa musica strana… sentivo ogni osso del mio corpo come se stesse per spaccarsi e non per il volume... ma per la musica! E mentre ero lì a cercare di montare un pensiero sono arrivate le parole. Cazzo… che parole. Chi cazzo era quello stronzo in copertina coi capelli lunghi? COME STRACAZZO FACEVA A SCRIVERE PAROLE DEL GENERE SE ERA VISSUTO PRIMA DI DOPOMONDO? Quelle parole mi hanno scavato dentro, era come se qualche fottuto figlio di puttana mi avesse aperto il cuore e ci avesse guardato dentro, tirando fuori tutta la rabbia, la follia e la paura di questo cazzo di mondo. Di questo parlava quella canzone, del mondo. ‘Millions of people living as foes Maybe it’s not too late ‘ E parlava di me, parlava di quello che avevo dentro cazzo! ‘Mental wounds still screaming Driving me insane I’m going off the rails on a crazy train‘ Si! Porcaputtana ero proprio così in quel momento, stavo urlando dentro tutto quello che la musica mi tirava fuori... ero un cazzo di blindotreno pazzo che deragliava. Cazzo… da quel giorno ho capito che non sarei mai stato più lo stesso. E che niente poteva essere come prima ”

Katrin "Callas"

“E così mi fanno sentire questa cassetta. Non era musica arrabbiata, non parlava di odio, di furia o di onore… cazzo non so nemmeno di che cazzo parla quella canzone, non ho mai capito la lingua. Ma quella voce… si alzava verso il cielo e io volavo con lei, come un uccello. Quella canzone sembrava dirmi solo una cosa ‘Ehi Kat! Questa musica ti entrerà dentro e ci resterà… e nessuno te la potrà portare via. Possono toglierti la macchina, il cibo, le armi, la libertà…. Ma questa non possono togliertela, così come le nuvole dove ti fa volare lontano da tutto’. Questo mi ripeteva il cervello mentre restavo immobile, con le lacrime che colavano sulla faccia e l’anima che gridava, sconvolta dal fatto che potesse esistere qualcosa di tanto bello. Sulla cassetta c’era solo scritta una parola. Callas. Io non so se Callas è la tizia che canta, quello che ha fatto la musica o il nome della canzone. Non lo so e sinceramente non mi interessa… è qualcosa di così bello e puro che mi piace pensare non abbia bisogno di parole. E da allora io sono Callas, e sarò Callas per sempre.”

Wally “Buffalo Soldier”

Blitzkrieg
“Diciamocelo amico, non è stata una grande idea la tua. Hai pensato ‘Che mi frega? Tanto sono solo un gruppo di coglioni drogati. Quando si accorgeranno che i medicinali che gli ho venduto sono riempiti d’acqua io sarò già bello che lontano’. Pessima idea davvero amico. Adesso noi ci prendiamo il tuo camion, con tutto quello che c’è sopra, quegli amplificatori che non ci hai voluto vendere con un po’ di sconto ora diventeranno nostri. Oh no certo! Mica siamo delle teste di cazzo violente, no che non ti ammazziamo tranquillo. Hai fatto una cazzata ma mica per questo impicchiamo la gente. No no, sei libero di andare amico. Come dove? Dove cazzo ti pare! No amico, non è un nostro problema come arriverai al prossimo avamposto. Se cerchi di fottere la Rapsodia poi non puoi stupirti di finire nella merda. E attento quando scendi dal NOSTRO camion, dentro quella cassa tenevi un Van Morrison del 67; Brown Eye Girl in prima edizione. Solo quello vale più di tutti i tuoi begli amplificatori e nemmeno lo sapevi. Ecco, se succede qualcosa a quel disco allora sì che dovrò chiederti un pagamento adeguato amico, e non so quanto te ne potresti andare in giro senza la pelle.

ORGANIZZAZIONE

La Rapsodia non ha alcun tipo di organizzazione, ma vige un forte senso di coesione all’interno di questa banda. Uno scontro con un altro Cantastorie viene visto come un crimine molto grave. Tuttavia esistono figure di riferimento che guadagnano importanza sia grazie alle proprie creazioni artistiche, alle proprie scoperte ma anche per aver saputo guidare il gruppo in situazioni o battaglie pericolose. Costoro prendono il nome di Vate.

Ogni membro della Rapsodia sceglie il suo modo personale in cui vivere la fazione: c’è chi passa la sua esistenza nella ricerca della musica del passato, senza mai toccare uno strumento. Oppure chi si dedica alla creazione di nuova musica e nuove canzoni. E non mancano invece quelli che preferiscono un’esistenza sibarita tra droghe, concerti e piaceri, considerandolo il modo migliore per affrontare gli orrori del Dopomondo.

I RAPPORTI CON GLI ALTRI

La Rapsodia è di solito ben vista negli accampamenti a causa delle notizie che portano, degli scambi commerciali o perché la loro musica fa vivere l’illusione che il Dopomondo non sia solo orrore e violenza.
Eppure qualche anziano non vede di buon occhio la facilità con cui i membri della Rapsodia bruciano le loro vite. Il gruppo affascina molti giovani, ma le strade restano dure. Soprattutto per chi si affida troppo alle illusioni dimenticando di non vivere su di un palco ma su una strada terribilmente letale.

ARCHETIPI

rocker dell’apocalisse, meccanico degli strumenti, storico ricercatore, bardo dei profughi

SIMBOLO

Una chitarra elettrica a coda di rondine in un cerchio infuocato

VISTI DA FUORI

Mama Evelyn

Spose
“Stupidi ragazzini ancorati al passato, a quello che c’era prima. Sognano qualcosa che non solo non conoscono, ma che neppure è alla loro portata. Ma non per questo non hanno la loro utilità, a volte la giusta musica e le giuste parole fanno da confine tra il trovare la forza per combattere o arrendersi alla follia”

Sketh

Fiero Combattente Prebellico
“Una volta li giudicavo solo dei cani finiti troppo sotto le loro droghe e i loro sogni, sognatori di qualcosa che non c’è più. Poi però ho visto una loro carica e ho guardato la loro furia in combattimento, ho combattuto agitando il mio martello mentre la batteria di uno di loro percuoteva il cielo come i fulmini della tempesta. E allora ho imparato a rispettarli, perché sono i migliori in quello che fanno”

37992644

Mastino del Tiranno di Slaughter
“Una volta non era così semplice. Il problema sono sempre stati i Compiti più onerosi: è facile dire a qualcuno di fare la sua parte quando ha un Compito semplice, più difficile quando devi convincerlo che è per il bene di tutti se ogni giorno lavora alle presse o nel caldo infernale della fucina. Ma poi il Saggio Padre invitò degli esterni, dei ragazzi della Rapsodia dell’Urlo; loro scrissero le canzoni sulla gloria di Slaughter che ora senti tutti i giorni dagli altoparlanti. All’inizio in parecchi pensavano fosse una stronzata, ben poco utile. Ma ti dico la verità: oggi le persone vanno a lavoro molto più volentieri, tanti cantano. E ognuno svolge alla perfezione il proprio compito”

LA RAPSODIA DELL'URLO A RAD CITY

Quando i cancelli di Rad City vennero aperti la prima volta, tutte le Fazioni maggiori inviarono qualcuno spinti dalla curiosità o dai possibili guadagni che la città sembrava promettere.

Poche di queste Fazioni però si rivelarono fin da subito seguaci del sogno di Heston Moses quanto la Rapsodia dell’Urlo. 

Sotto la guida del vate Mary Jane Ramones la rapsodia fu una forte alleata sia del Sindaco che del governo dei Traumakorps. Lungo gli anni e durante le varie Adunate i suoi membri si sono sempre distinti per il forte supporto dato al resto della cittadinanza e per la loro capacità di scoprire i segreti che Rad City nascondeva e di cui tutti volevano qualche conoscenza. Ma dove i membri della Rapsodia non hanno avuto rivali è stato nel mantenere vivo il fuoco del sogno della prosperità e degli ideali con cui la città era stata fondata. Nonostante tutti i nemici affrontati è probabilmente merito loro se ancora oggi il nome di rad City viene associato alla leggenda di un domani migliore.

Dopo il Massacro del Settore D, alcuni Musicanti hanno scelto di lasciare il resto della popolazione emigrata nel vicino Dominio della Iena e di riunirsi ai carrozzoni della Rapsodia, nei quali sono stati accolti con tutti gli onori per le storie che portavano con loro. Ma la maggior parte di loro è soltanto in attesa del momento in cui le porte verranno di nuovo aperte ed il fuoco del sogno riprenderà a bruciare vivo e luminoso.

ELEMENTI IDENTIFICATIVI

Sarete identificati da ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI A TEMA MUSICALE, come t-shirt, toppe e spille di “vecchi” gruppi, in associazione al SIMBOLO ben visibile della fazione.

Mary Jane "Ramones"

Vate
“Gli sciocchi pensano che siamo soltanto dei ragazzini attaccati al passato. Però tremano quando vedono come la musica ci doni il fuoco negli occhi. Però scappano quando i nostri amplificatori sparano musica a ventimila hendrixx! Che vadano a nascondersi, che si tappino le orecchie…. non servirà. C’è un cimitero di cuccioli pronto ad attendere chi non ha dentro di se il fuoco del domani. E noi siamo quel fuoco.”